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Il “líder máximo” |
Nel 1976, con la nuova Costituzione che fece del Partito comunista il perno dello stato cubano (abbondantemente ispirato al modello sovietico), Castro consolidò definitivamente il suo potere; ribattezzato “líder máximo”, egli assunse oltre alla guida del partito quella dello stato e delle forze armate. Castro rimase tuttavia nel mirino degli Stati Uniti e dell’opposizione in esilio, che tentò in tutti i modi, anche con atti terroristici, di destabilizzare il regime cubano ponendo fine alla rivoluzione. Il líder máximo diede a quel punto un’ulteriore svolta al suo stile di governo, che andò assumendo tratti sempre più marcati di autoritarismo; a questa politica interna Castro fece corrispondere un acceso protagonismo sulla scena internazionale, prendendo attivamente parte al movimento dei paesi non allineati e intervenendo a sostegno di movimenti anticolonialisti in Africa.
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