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Bleuler, Eugen (Zurigo 1857-1939), psichiatra svizzero, noto per la teoria e la descrizione della schizofrenia (termine da lui stesso coniato per sostituire quello di dementia praecox).
Compiuti gli studi di psichiatria a Berna, Parigi (con Jean-Martin Charcot), Londra e Monaco, Bleuler divenne direttore dell’ospedale psichiatrico Burghölzli di Zurigo, dove ebbe come assistenti Karl Gustav Jung e Ludwig Binswanger.
Tramite Jung, Bleuler venne in contatto con Sigmund Freud e fu il primo ad applicare le idee psicoanalitiche alla pratica psichiatrica, anche se nella sua opera principale, il Traité de psychiatrie (1911), si evidenzia il contrasto tra la visione organicistica della malattia mentale e la visione psicodinamica. Condusse studi decisivi sulla demenza, esposti in Dementia praecox ou le groupe des schizophrénies (1911), in cui definì la schizofrenia, considerandola come una scissione (Spaltung), una dissociazione della personalità, una frattura tra la vita emotiva e quella intellettiva dell'individuo, alla quale si aggiunge un ripiego su se stessi, che chiamò autismo.