| Civiltà minoica | Articolo | ||||
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| 4. | I reperti archeologici |
Negli scavi sono venute alla luce circa tremila tavolette d'argilla con iscrizioni redatte in due scritture, la lineare A e la lineare B. La prima, più antica, già usata intorno al 1750 a.C. (documentata dal 1660 al 1450 ca. a.C.) e a tutt’oggi non ancora completamente decifrata, è presente anche su reperti in pietra e su vasi in terracotta. Un disco fittile rinvenuto a Festo viene spesso citato come primo esempio di un processo di stampa: su entrambe le facce d'argilla ancora umida furono infatti impressi i caratteri con una serie di sigilli, che comprendevano 45 simboli.
A Creta, Pilo e Micene furono trovate tavolette incise in lineare B risalenti prevalentemente al periodo 1400-1150 a.C. Nel 1952 gli archeologi britannici Michael Ventris e John Chadwick decifrarono questa scrittura, identificando la lingua così trascritta con un antico dialetto greco.