Giornale
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3. Origini del giornale

Tra i primi precursori dei giornali si possono considerare i romani Acta diurna (59 a.C.), che venivano affissi nel Foro. Nel Medioevo, questa forma di informazione fu sostituita da cronache e diari compilati a volte per passione, a volte da cronisti di professione per conto di governanti o mercanti. A partire dal Cinquecento si diffusero “gazzette” e “avvisi” scritti a mano, di due o quattro pagine, che riportavano le notizie considerate più importanti, tra cui ovviamente primeggiavano quelle relative a guerre e accordi di pace, trattati commerciali, nascite, matrimoni e decessi di membri delle famiglie più illustri. Questi fogli continuarono a circolare anche nel XVII secolo, con resoconti e notizie su eventi accaduti in altri paesi.

L’invenzione della stampa a caratteri mobili, alla metà del XV secolo, cambiò radicalmente il modo di fare informazione. All’inizio del XVII secolo cominciarono a essere pubblicati i primi giornali stampati, spesso pubblicazioni mensili o settimanali. Erano di piccolo formato e di solito consistevano di un’unica pagina, non avevano titoli in evidenza, non contenevano annunci e nemmeno immagini.

Il primo giornale a stampa, l’“Aviso-Relation oder Zeitung”, apparve nel 1609 ad Augusta. Seguirono la pubblicazione di settimanali a Basilea (nel 1610), Francoforte (1615), Anversa (1616), Londra (1621) e Parigi (1631).

Quanto all’Italia, le prime “gazzette” a stampa furono pubblicate a Venezia (il termine “gazzetta”, che ebbe fortuna in Italia e in tutta Europa come testata di periodici, deriva dal nome di una moneta veneziana che equivaleva al costo del foglio); seguirono Firenze, Roma e Genova.