| Trova nell'articolo | ONU | Articolo |
| 1. | Introduzione |
ONU o Organizzazione delle Nazioni Unite Organizzazione internazionale basata sul reciproco riconoscimento della sovranità di ciascuno degli stati membri; i suoi scopi sono quelli di mantenere la pace e la sicurezza internazionale, sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni, promuovere la cooperazione in materia economica, sociale e culturale, e favorire il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Gli stati membri si impegnano a risolvere le controversie in modo pacifico, ad astenersi dall’uso della forza, a sostenere le iniziative dell’ONU e ad agire conformemente al suo programma.
L’Organizzazione è nota anche con la forma abbreviata della denominazione: Nazioni Unite (NU).
L’ONU ha ottenuto per sei volte il premio Nobel per la pace: nel 1954 e nel 1981 con l’UNHCR (Alta commissione per i rifugiati); nel 1965 con l’UNICEF (Fondo delle NU per l’infanzia); nel 1969 con l’ILO (Organizzazione internazionale del lavoro); nel 1988 con le truppe di pace (Caschi Blu); infine, nel 2001, l’intera organizzazione, ritenuta l’unico strumento atto al raggiungimento della pace e della cooperazione nel mondo, è stata premiata insieme con il suo segretario Kofi Annan.
| 2. | La sede |
Nel 1945 il Congresso degli Stati Uniti offrì all’ONU di stabilirsi entro il territorio federale. L’Organizzazione accettò e si insediò a Manhattan, nel cuore di New York. A questa sede fu garantita l’extraterritorialità, come alle ambasciate. Il complesso ospita la sala dell’Assemblea generale, il Palazzo del Segretariato, il Palazzo delle Conferenze e la Biblioteca.
| 3. | Adesioni |
In base allo statuto delle NU, l’adesione è aperta a tutti gli stati “fautori della pace” che accettano gli impegni dell’Organizzazione; membri fondatori furono i cinquanta paesi presenti alla conferenza di San Francisco, ai quali si aggiunse la Polonia. La Cina, membro permanente del Consiglio di sicurezza, fu rappresentata da una delegazione del governo nazionalista insediatosi nel 1949 sull’isola di Taiwan fino a quando, nell’ottobre del 1971 il seggio venne assegnato dall’ONU alla delegazione della Repubblica popolare cinese, con relativo disconoscimento ufficiale della Repubblica della Cina Nazionale.
I nuovi membri sono ammessi a maggioranza di due terzi dell’Assemblea, su raccomandazione del Consiglio di sicurezza. L’Italia, potenza sconfitta in guerra, fu ammessa solo nel 1955; le due Germanie nel 1973. Dal 1945, in seguito al processo di decolonizzazione in Asia e Africa, le adesioni alle NU sono più che triplicate; nel 2007 gli stati membri erano 192.
Oltre ai delegati degli stati membri, ai lavori dell’Assemblea generale partecipano come osservatori i delegati del Vaticano e quelli di diverse organizzazioni, tra cui l’Unione Europea, la Lega araba, l’Unione Africana, l’Organizzazione della conferenza islamica, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina, la Croce Rossa Internazionale.
| 4. | Struttura |
Lo statuto prevede sei organi principali: l’Assemblea generale, il Consiglio di sicurezza, il Consiglio economico e sociale, il Consiglio di amministrazione fiduciaria, la Corte internazionale di giustizia e il Segretariato generale.
| 1. | Assemblea generale |
Organo deliberativo principale, raccoglie un rappresentante per ogni stato membro delle NU, tiene regolari sessioni annuali o, su richiesta della maggioranza o del Consiglio, sessioni speciali ed emette risoluzioni non vincolanti indirizzate agli stati; ha il potere di creare agenzie speciali che attuino le raccomandazioni, come l’UNDP (Programma delle NU per lo sviluppo), l’UNCTAD (Conferenza delle NU sul commercio e sullo sviluppo) e l’UNICEF.
| 2. | Consiglio di sicurezza |
Siede in sessione permanente ed è l’organo principale addetto al mantenimento della pace. Conta quindici membri, dei quali cinque permanenti: Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia (che ha preso il posto dell’Unione Sovietica, anche in rappresentanza delle altre repubbliche divenute indipendenti) e Stati Uniti; i membri non permanenti restano in carica per due anni. Il Consiglio vota a maggioranza di almeno nove paesi su quindici. Per questioni politiche e non solo procedurali è però necessaria la pronuncia favorevole di tutti i membri permanenti; infatti nessuna risoluzione sostanziale può essere assunta con il voto contrario di un membro permanente (vedi Diritto di veto).
| 3. | Consiglio economico e sociale |
Composto da 54 membri, si riunisce annualmente e coordina le attività economiche e sociali delle NU e delle sue agenzie specializzate, come l’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), l’UNESCO (Organizzazione delle NU per l’educazione, la scienza e la cultura), la FAO (Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura) e l’ILO (Organizzazione internazionale del lavoro).
| 4. | Consiglio di amministrazione fiduciaria |
Dal secondo dopoguerra responsabile della supervisione di undici territori – già sotto mandato della Società delle Nazioni o colonie – che in seguito hanno acquisito la piena sovranità. Quando l’ultimo territorio amministrato, le isole Palau, è divenuto repubblica indipendente nel 1994, i lavori del Consiglio sono stati sospesi.
| 5. | Corte internazionale di giustizia |
Ha sede all’Aia, in Olanda, ed è composta da quindici giudici nominati per nove anni dall’Assemblea generale e dal Consiglio di sicurezza; essa esamina i casi che le sono sottoposti dai membri delle NU; su richiesta dell’Organizzazione o delle sue agenzie, la Corte rilascia pareri non vincolanti.
| 6. | Segretariato generale |
Coordina l’attività dell’ONU e ha il compito di dare esecuzione ai programmi e alle politiche dell’organizzazione. È guidato da un segretario generale (nominato dall’Assemblea generale su raccomandazione del Consiglio di sicurezza) che dura in carica cinque anni.
I segretari che si sono succeduti alla guida dell’ONU sono stati finora: Trygve Lie (Norvegia), 1946-1952; Dag Hammarskjöld (Svezia), 1953-1961; U Thant (Birmania), 1961-1971; Kurt Waldheim (Austria), 1972-1981; Javier Pérez de Cuellar (Perú), 1982-1991; Boutros Boutros-Ghali (Egitto), 1992-1996; Kofi Annan (Ghana), 1997-2006. L’attuale segretario, entrato in carica il 1° gennaio del 2007 è Ban Ki-Moon (Corea del Sud).
| 5. | Finanziamenti |
Il bilancio delle attività ordinarie è coperto da quote erogate dai paesi membri e nel 1990-1991 ha raggiunto un volume di oltre 2,1 miliardi di dollari; i programmi speciali dell’UNICEF e dell’UNDP sono finanziati da contributi volontari. Dalla metà degli anni Ottanta le NU sono entrate in una profonda crisi finanziaria, aggravata dal mancato versamento delle quote da parte di vari paesi, tra cui gli Stati Uniti.
| 6. | ONU e sicurezza internazionale |
La responsabilità del mantenimento della pace spetta al Consiglio di sicurezza che in base agli articoli 33-38 dello statuto incoraggia le parti coinvolte in una controversia a risolvere le dispute con negoziati, mediazioni, conciliazioni, arbitrati o sottoponendosi al giudizio della Corte internazionale di giustizia.
Di fronte a serie minacce alla pace, gli articoli 39-51 autorizzano il Consiglio ad attuare misure coercitive non militari, quali l’uso di sanzioni economiche o diplomatiche, e prevedono anche l’uso della forza contro i paesi che non si attengano alle misure prescritte. Il ricorso all’azione militare è però regolato dal potere di veto attribuito alle cinque superpotenze all’interno del Consiglio.
L’articolo 26 assegna al Consiglio il compito di favorire il controllo internazionale degli armamenti.
| 7. | Cenni storici |
Le NU sono considerate la prosecuzione della Società delle Nazioni, organizzazione internazionale nata dopo la prima guerra mondiale con gli stessi fini.
| 1. | Origini |
Il primo passo verso la costituzione dell’ONU fu la Carta Atlantica, firmata dal presidente statunitense Franklin D. Roosevelt e dal primo ministro britannico Winston Churchill nel 1941 come base dell’alleanza contro Germania, Italia e Giappone nella seconda guerra mondiale. L’intesa verso un sistema di sicurezza e cooperazione internazionale fu ribadita nella Dichiarazione delle nazioni unite, siglata il 1° gennaio 1942 da ventisei nazioni alleate in guerra contro le potenze dell’Asse.
La conferenza di Mosca del 1943 impegnò Unione Sovietica, Gran Bretagna e Stati Uniti, potenze leader della coalizione, a creare, nel più breve tempo possibile, un’organizzazione internazionale in grado di risolvere pacificamente i conflitti. L’incontro di Dumbarton Oaks, nei pressi di Washington, nel 1944 produsse una bozza di carta fondamentale delle future Nazioni Unite (NU).
A San Francisco, nell’aprile del 1945, si ritrovarono i delegati di cinquanta nazioni, tutte in guerra contro l’Asse, alla conferenza delle Nazioni Unite sull’Organizzazione internazionale; sulla base del progetto di Dumbarton Oaks, in due mesi furono stesi i 111 articoli che compongono il testo dello statuto delle NU, che, approvato nel giugno del 1945, entrò in vigore nell’ottobre dello stesso anno.
| 2. | Effetti della Guerra Fredda |
Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale e la creazione dell’ONU, i rapporti tra le grandi potenze, in particolare tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, si deteriorarono e tra i paesi occidentali e quelli comunisti si sviluppò il conflitto politico e ideologico conosciuto con il nome di Guerra Fredda. Di fronte all’incompatibilità degli interessi degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica, il ruolo dell’ONU subì una forte limitazione.
La contrapposizione tra le due grandi superpotenze impedì la nascita di un atteggiamento comune di fronte alle crisi politiche e ai conflitti militari. Inoltre, il progetto di formazione di contingenti militari internazionali (che avrebbe dovuto attuarsi tramite la collaborazione degli stati membri) non ebbe esito, impedendo di fatto alle Nazioni Unite ogni possibilità di intervento autonomo. L’azione del Consiglio di sicurezza a volte riuscì, tra molte difficoltà e con un intenso lavoro diplomatico e politico, a comporre dei conflitti (è il caso del ritiro degli olandesi dall’Indonesia nel 1949 oppure della guerra dei Sei giorni nel 1967). A volte le contraddizioni tra le superpotenze esplosero fragorosamente, come nel caso degli avvenimenti che portarono alla guerra di Corea, quando l’Unione Sovietica abbandonò il Consiglio di sicurezza (per protestare contro l’assegnazione del seggio cinese a Taiwan) e l’ONU predispose l’invio nella Corea del Sud di un contingente militare che in realtà altro non era che un contingente statunitense e di alcuni paesi alleati, sotto il comando degli Stati Uniti.
| 3. | ONU e decolonizzazione |
L’amministrazione fiduciaria delle NU fu intesa come prosecuzione dei mandati della Società delle Nazioni e riguardò le colonie delle potenze dell’Asse. L’impegno a favorire l’autogoverno di tutti i popoli, sancito dall’articolo 73 della Carta delle NU, permise all’Assemblea generale di controllare sempre più da vicino le amministrazioni coloniali, che erano tenute a sottoporre delle relazioni sullo stato di cose nei territori non autonomi a un comitato creato già nel 1946.
Il lavoro del Consiglio di amministrazione fiduciaria non rappresentò che una piccola parte dell’impegno delle NU nel processo di decolonizzazione. La diplomazia delle NU conseguì notevoli risultati politici e soprattutto riuscì a evitare che le lotte di liberazione nazionale e quelle per il potere sviluppatesi all’indomani dell’indipendenza degenerassero coinvolgendo intere regioni.
La massiccia adesione alle NU dei paesi di nuova indipendenza portò nel 1960 alla Dichiarazione sul diritto all’indipendenza, che costituiva un’esplicita condanna del colonialismo, rivolta soprattutto contro gli ultimi regimi coloniali: quello portoghese, quello della minoranza bianca nella Rhodesia del Sud (odierno Zimbabwe), quello dell’apartheid in Sudafrica.
| 4. | Cinquant’anni di strategia per la pace |
Dopo gli anni Cinquanta, il ruolo dell’ONU nel mantenimento della pace internazionale si rafforzò. L’ONU ebbe una parte importante nel processo di decolonizzazione, soprattutto nei paesi in cui la ritirata dei governi coloniali aveva lasciato il posto a violente lotte di potere. L’ONU sviluppò una strategia fondata su impegno diplomatico e intervento di forze sul campo, con un triplice scopo: separare le forze in campo, creare le condizioni per l’avvio di negoziati, prevenire l’estensione dei conflitti a intere regioni. Con questi intenti l’ONU si impegnò in operazioni di mantenimento della pace in Medio Oriente, a partire dal 1948, all’indomani della proclamazione dello stato di Israele e agli scontri tra questo e gli stati arabi; a Cipro dal 1964; in Africa (nel Congo dal 1960 al 1964, in Angola, nel Sahara Occidentale, in Namibia, nel Mozambico).
Con i mutamenti avvenuti tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta (la caduta del muro di Berlino e la riunificazione delle due Germanie, il crollo del sistema sovietico), aumentò la possibilità dell’ONU di condurre interventi più rapidi, più efficaci e soprattutto più estesamente sostenuti.
Negli anni Novanta l’ONU mise in atto una politica mirante a fornire, pur nella salvaguardia del principio di non ingerenza negli affari interni di uno stato, “aiuti umanitari” alle popolazioni civili coinvolte in conflitti. Questa strategia produsse una serie di interventi umanitari: in Iraq in favore dei curdi dopo la guerra del Golfo nel 1991; in Somalia nel 1993, nel vano tentativo di separare le fazioni in lotta all’indomani della caduta del regime di Siad Barre; in Cambogia, per una supervisione del processo elettorale dopo la guerra civile e il ritiro delle truppe vietnamite; nei Balcani, durante la guerra civile iugoslava.
Con la fine della Guerra Fredda, il ruolo delle NU si è di certo esteso. Tuttavia molti paesi e molti studiosi di questioni internazionali avvertono l’esigenza di una ridefinizione delle funzioni delle NU, che corrono il rischio di appiattirsi sulle posizioni dell’unica superpotenza rimasta sulla scena internazionale, gli Stati Uniti. Questo rischio è stato particolarmente evidente nella conduzione della guerra del Golfo, nell’intervento in Somalia e in quello in Bosnia, dove gli Stati Uniti hanno svolto un ruolo egemone, imponendo di fatto la loro linea politica e militare e il loro comando. La soluzione di questo problema non può tuttavia essere demandata alle NU, ma è legata allo sviluppo delle relazioni internazionali e al ruolo che vi prenderanno le altre potenze mondiali, in particolare l’Unione Europea, il Giappone e la Cina.
| 8. | ONU, commercio e sviluppo |
I mutamenti nella composizione dell’Assemblea generale, dovuti all’ingresso di molti paesi del Terzo Mondo, hanno determinato un crescente interesse delle NU verso i problemi dello sviluppo economico e sociale. L’appoggio delle NU ai paesi in via di sviluppo coinvolge più di tre quarti delle risorse dell’organizzazione; il Consiglio economico e sociale (ECOSOC) è un forum di coordinamento delle attività economiche e sociali delle NU, supportato da comitati di ricerca e di studio statistico, per l’attuazione dei programmi UNDP e UNICEF realizzati con il concorso di organi sussidiari come l’UNCTAD.
Le istituzioni finanziarie come il FMI (Fondo monetario internazionale) e la BIRS (Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo, nota anche come Banca mondiale) forniscono prestiti ai paesi membri e collaborano alla difesa delle valute nazionali con coperture temporanee di disavanzi della bilancia dei pagamenti.
| 1. | Fondi per lo sviluppo |
Dopo il primo modesto programma di aiuti tecnici allo sviluppo del 1949, nel 1952 nacque il SUNFED (Special United Nations Fund for Economic Development, Fondo speciale delle NU per lo sviluppo economico) per fornire contributi a basso interesse in alternativa ai prestiti della Banca mondiale; esso fu affossato dal disinteresse dei paesi industrializzati e, per far fronte ai bisogni finanziari dei paesi in via di sviluppo, nel 1960 venne creata l’IDA (International Development Association, Associazione per lo sviluppo internazionale), affiliata alla Banca mondiale.
Il mondo industrializzato ha sempre preferito veicolare gli aiuti finanziari attraverso la Banca mondiale, dove ogni paese vota a seconda del suo contributo finanziario, piuttosto che entro le NU, dove qualsiasi stato membro dispone di un solo voto. Il contenzioso tra Terzo Mondo e paesi industrializzati verte proprio sul peso che questi ultimi danno al FMI e alla Banca mondiale, a cui si contrappone la preferenza per le NU da parte degli altri.
Nel 1966 il SUNFED e altri programmi furono riuniti nell’UNDP (United Nations Development Program; Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo), che costituisce una sintesi di appoggio operativo, finanziario e organizzativo.
| 2. | Conferenza dell’ONU su commercio e sviluppo |
Da lungo tempo le condizioni di sviluppo dei paesi del Terzo Mondo sono state poste direttamente in relazione al loro ruolo nel commercio internazionale.
In base alle esperienze della Commissione delle NU per l’America latina negli anni Cinquanta, l’Assemblea generale istituì nel 1964 l’UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development, Conferenza delle NU sul commercio e lo sviluppo) allo scopo di migliorare le condizioni di scambio dei paesi in via di sviluppo nel commercio internazionale. La Conferenza tiene sessioni quadriennali, è un organo sussidiario dell’Assemblea generale e vi partecipa ogni stato membro delle NU.
L’UNCTAD ha tentato di rendere stabile il mercato mondiale delle materie prime o non sostituibili, senza riuscire a evitare che il crollo del prezzo di alcuni beni primari danneggiasse fortemente la crescita di molti paesi in via di sviluppo. L’abbassamento delle misure protezioniste contro i prodotti manifatturieri provenienti dal Terzo Mondo, promosso dall’UNCTAD, ha trovato un forum ideale nel GATT (General Agreement on Tariffs and Trade), istituzionalizzato nel 1995 nella WTO (World Trade Organization); nella WTO vige tuttavia il principio di reciprocità nell’abbassamento delle tariffe commerciali ed esso implica spesso un costante svantaggio per i paesi in via di sviluppo.
Benché i suoi principi di fondo non siano più rifiutati in blocco, l’UNCTAD non è riuscita a garantire un regime di prezzi stabili nei mercati mondiali delle materie prime e anche le dichiarazioni prodotte dall’Assemblea generale nel 1974 sui diritti e doveri economici degli stati sono rimaste senza effetto, oscurate dalle guerre commerciali sempre più aspre che hanno caratterizzato gli ultimi decenni.
| 3. | Nuovo ordine economico internazionale |
Le risoluzioni sul “Nuovo ordine economico” del 1974 e del 1975 furono precedute dal peggioramento delle condizioni economiche mondiali della fine degli anni Sessanta e dalla forte crescita del prezzo del petrolio nel 1973, a causa della politica dell’OPEC (Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio).
Il “Nuovo ordine economico internazionale” (New International Economic Order, NIEO) prevede un aumento dell’assistenza finanziaria ai paesi in via di sviluppo, negoziato nell’ambito l’UNCTAD, maggiore autosufficienza e piena partecipazione di questi al commercio mondiale, al FMI e alla Banca mondiale, protezione delle loro risorse attraverso una regolamentazione delle multinazionali e un riassetto degli scambi mondiali.
Le aspirazioni a un “nuovo ordine economico” da parte del Terzo Mondo paiono oggi frustrate dal fallimento dei negoziati che dal 1980 l’Assemblea generale aveva intrapreso per dare vita a una conferenza globale sul tema.
| 9. | Ruolo internazionale dell’ONU |
Il ruolo delle NU, in parte bloccato dalla contrapposizione tra USA e Unione Sovietica, è comunque cambiato con la rapida fine degli imperi coloniali, trasformando le NU in un forum mondiale di dibattito.
Le NU hanno attutito gli attriti fra le superpotenze e hanno favorito il processo di disarmo e di controllo delle armi atomiche e biologiche attraverso l’IAEA (Agenzia internazionale per l’energia atomica). Gli accordi fondamentali in questo campo, come il trattato sul parziale blocco degli esperimenti nucleari (1963), il trattato di non proliferazione delle armi nucleari (1968), i SALT (Strategic Arms Limitation Talks, Conferenze per la limitazione degli armamenti strategici) del 1972 e del 1979 e lo START (Strategic Arms Reduction Treaty, trattato per la riduzione delle armi strategiche) del 1991 e del 1993 furono però conclusi attraverso negoziati diretti tra le superpotenze (vedi Negoziati per la limitazione degli armamenti strategici).
Nelle NU gli stati di nuova indipendenza hanno trovato spazio per entrare a pieno titolo negli affari internazionali, superando l’isolamento geografico e politico a cui li aveva costretti il regime coloniale; la loro maggioranza schiacciante all’interno dell’Assemblea generale ha portato spesso gli stati industrializzati a lamentarne la parzialità dei lavori.
Le NU hanno dato vita a conferenze mondiali di grande importanza come la Conferenza sull’ambiente umano (1972), la Conferenza sulla popolazione mondiale (1974), la Conferenza mondiale per l’anno della donna (1975), la Conferenza per gli insediamenti umani (1976), la Conferenza sulla desertificazione (1977), l’Assemblea mondiale sull’invecchiamento (1982) e il Forum mondiale per l’infanzia (1990). Nel 1992 più di cento capi di stato si sono radunati a Rio de Janeiro per la Conferenza sull’ambiente e lo sviluppo (vedi Conferenza di Rio).
Con la fine della rivalità tra USA e Unione Sovietica e la caduta del blocco comunista in Europa orientale tra il 1989 e il 1991, le NU hanno potuto affrontare con più libertà i conflitti e le tensioni internazionali, dal problema del nuovo ruolo mondiale di Germania e Giappone, alle guerre civili in Iugoslavia, in Cecenia, in Kosovo. Dopo quarant’anni di discussioni, nel 1993 si è potuto finalmente istituire la figura dell’Alto commissariato per i diritti umani.
Le NU non costituiscono un governo sovranazionale mondiale, ma uno strumento flessibile di collaborazione e coordinamento tra gli stati membri, la cui efficacia dipende dalla volontà dei governi più che dalla struttura dell’organizzazione stessa.