Kirghizistan
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Kirghizistan
2. Territorio

Il Kirghizistan è un paese quasi interamente montuoso (la metà circa del territorio si trova a un’altitudine superiore ai 2.500 metri) e comprende le catene del Tian Shan e degli Alaj; la massima vetta è il Pik Pobedy, che raggiunge i 7.439 m. Più del 3% del territorio è ricoperto da ghiacci e neve perenne. I fiumi principali sono il Ču, il Talas e il Naryn, un ramo sorgentifero del Syrdarja. Tra i numerosi laghi, da citare vi sono il lago Issyk-Kul, che spicca per la sua notevole estensione (6.100 km²), e il lago Sonkël. Il territorio è soggetto a frequenti terremoti. Gli insediamenti e le attività agricole sono concentrati nelle valli, lungo il corso dei fiumi.

1. Clima

Il clima è di tipo continentale, con accentuate variazioni stagionali. La temperatura media è, nei fondovalle, di 25-27 °C in luglio e di –4 °C in gennaio. Molto più rigide le condizioni in alta montagna.

2. Flora e fauna

Nelle zone non occupate dai ghiacci predominano la steppa e la prateria alpina; tra le specie animali sono presenti alcuni mammiferi rari: l’orso del Tian Shan, il lupo rosso e il leopardo delle nevi, tutti protetti per iniziativa del governo.

3. Problemi e tutela dell’ambiente

In Kirghizistan, paese prevalentemente arido, le aree forestali coprono il 4,3% (2005) della superficie totale, protetta per il 3,6% (2007). Solo il 6,7% (2005) del territorio è arabile o coltivato in permanenza.

Durante il periodo sovietico il paese ha visto l’affermarsi di un processo di industrializzazione su larga scala che ha lasciato in eredità gravi problemi ambientali, soprattutto nelle città. Nelle aree rurali, un impiego eccessivo di prodotti chimici per l’agricoltura ha danneggiato gravemente la qualità del suolo, mentre l’eccessiva irrigazione ne ha accentuato la salinità. Il sovrapascolo ha pure contribuito al degrado del suolo, e molta prateria è ormai scomparsa.

L’inquinamento delle acque è un altro grave problema ambientale del Kirghizistan; le risorse idriche sono spesso contaminate, specialmente nelle aree meridionali. Le attività estrattive in miniera provocano l’infiltrazione di sostanze tossiche nelle falde acquifere.

Il governo ha ratificato accordi internazionali sull’ambiente in materia di biodiversità, desertificazione e smaltimento di rifiuti nocivi.