| Gesù di Nazareth | Articolo | ||||
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| 4. | I discepoli |
Stabilitosi a Cafarnao, Gesù, accompagnato dai dodici discepoli, si spostava nelle città e nei villaggi vicini, proclamando l’avvento del regno di Dio, come i profeti ebraici, dispensando insegnamenti morali e conforto spirituale a tutti, specialmente ai più deboli. L’essenza di tali insegnamenti è presentata in Matteo (5:1-7:27) nel “Discorso della montagna”, che illustra le beatitudini (5:3-12) e contiene il Padre Nostro (6:9-13). L’attività missionaria di Gesù gli provocò l’ostilità dei farisei, timorosi che quegli insegnamenti minassero l’autorità della Torah (la Legge); altri invece temevano che la sua attività mal disponesse le autorità romane nei confronti di una restaurazione della monarchia in Israele.
Nonostante la crescente opposizione, la popolarità di Gesù aumentava, specialmente tra gli umili e gli oppressi. L’entusiasmo indusse i seguaci a tentare di “costringerlo a diventare re” (Giovanni 6:15), offerta rifiutata da Gesù, che si ritirò con i discepoli, attraverso il mare di Galilea (lago di Tiberiade), nuovamente a Cafarnao (Giovanni 6:15-21). Qui Gesù si proclamò “il pane della vita” (Giovanni 6:35) in un discorso che, per la sua durezza, gli alienò molti seguaci.
Gesù divise il suo tempo tra viaggi nelle città della Galilea e delle vicine regioni, periodi di istruzione dei discepoli e ritiri presso Gerusalemme. Secondo i sinottici, Gesù trascorse la maggior parte del tempo in Galilea, mentre Giovanni colloca la sua missione in Giudea, pur con numerose visite a Gerusalemme. I discorsi e i miracoli compiuti, soprattutto la resurrezione di Lazzaro a Betania (Giovanni 11:1-44), convinsero molti a credere in lui (Giovanni 11:45). Il momento più importante della sua missione pubblica fu quando, a Cesarea Filippi, Simon Pietro comprese che Gesù era il Cristo (Matteo 16:16; Marco 8:29; Luca 9:20), benché Gesù non lo avesse mai rivelato prima a Pietro o agli altri discepoli. Tale rivelazione, seguita dalla predizione della propria morte e resurrezione, le prescrizioni dettate ai suoi discepoli e la sua trasfigurazione divennero la fonte primaria per l’autorità e l’operato storico della Chiesa cristiana.