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Rodi (isola)
1. Introduzione

Rodi (isola) (greco Ródhos), isola della Grecia, situata nel mare Egeo, in prossimità della costa turca. Appartiene al gruppo delle Sporadi meridionali e amministrativamente fa parte del Dodecaneso. Ha una superficie di 1.400 km². La città principale è Rodi, capoluogo del dipartimento del Dodecaneso.

2. Territorio e risorse

Una catena montuosa attraversa la sezione centrale dell'isola in direzione longitudinale. L'Atáviros, il monte più elevato, raggiunge i 1.215 m d’altezza. Nella zona compresa tra il mare e la catena centrale il territorio è generalmente collinare, con numerose valli dolcemente digradanti verso il mare.

Rodi è caratterizzata da un clima mite e da un terreno particolarmente fertile: tra i principali prodotti agricoli vi sono il cotone, la frutta e il tabacco; importante anche la pesca delle spugne. Il centro abitato più importante dell'isola è Rodi, situata sull’estrema punta nordorientale dell’isola; altri centri di rilievo sono Lindos, sulla costa orientale, e Kattavía, nel sud. La popolazione è di 87.831 abitanti (1981).

3. Storia

I reperti archeologici dimostrano che Rodi svolse un ruolo di primo piano nell'antica civiltà egea. Le prime testimonianze storiche sull'isola indicano che nel II millennio a.C. era abitata dai dori, e che gli insediamenti principali erano Camiro, Lindo e Ialyso, fiorenti centri commerciali le cui colonie erano sparse in tutto il bacino dell'Egeo. Per molti secoli la storia dell'isola rimane oscura, ma le tre città sono ricordate come membri, nel V secolo a.C., della Lega delio-attica, una federazione di stati greci guidata da Atene. Camiro, Lindo e Ialyso si resero indipendenti da Atene nel 412 a.C. e nel 408 a.C. fu completata la città di Rodi, costruita su progetto dell'architetto greco Ippodamo di Mileto. Nel corso del secolo successivo, Rodi fu coinvolta nelle guerre greche. Nel 332 a.C. si sottomise alla sovranità di Alessandro Magno, ma quando questi morì, nel 323 a.C., i cittadini di Rodi si ribellarono e cacciarono i macedoni.

La prosperità e il potere politico di Rodi raggiunsero il culmine nei secoli III e II a.C., epoca in cui la città divenne un rinomato centro culturale, celebre soprattutto per le arti plastiche e pittoriche. I massimi capolavori sono rappresentati dai dipinti di Protogene (IV secolo a.C.) e dall'opera di Carete di Lindo (III secolo a.C.), creatore del celebre Colosso di Rodi: si tratta di una statua in bronzo raffigurante Helios (il Sole) di considerevoli dimensioni (32 m), considerata all'epoca una delle sette meraviglie del mondo. In questo periodo, Rodi fu alleata di Roma e, nel 48 a.C., sostenne Giulio Cesare nella sua lotta contro il generale e statista romano Gneo Pompeo e contro il senato romano. Un altro generale romano, Caio Cassio Parmense (I secolo a.C.), uno degli assassini di Cesare, invase Rodi nel 42 a.C.: massacrò i seguaci di Cesare, si impadronì dei beni pubblici e saccheggiò i templi. Questo attacco spezzò il potere di Rodi, ma la città conservò ancora per lungo tempo il proprio prestigio come centro di cultura.

Sotto l'impero romano, Rodi poté beneficiare di una certa indipendenza, ma nel 395 d.C. entrò a fare parte dell'impero bizantino. Rimase sotto il controllo di Bisanzio fino al 1309, quando fu occupata dai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Nel 1522, in seguito a un sanguinoso assedio turco condotto da Solimano I, i cavalieri furono costretti a evacuare l'isola. La sovranità turca su Rodi perdurò fino alla guerra italo-turca (1911-12), quando l'isola fu conquistata dall'Italia e ne divenne una colonia. Rodi fu ceduta alla Grecia nel 1947.