Alfabeto
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Alfabeto
1. Introduzione

Alfabeto (da alfa e beta, le prime due lettere dell’alfabeto greco), sistema di segni grafici, rappresentanti ciascuno uno o più suoni, che possono essere variamente combinati per formare tutte le parole di una lingua. Un alfabeto tende idealmente a indicare ogni singolo suono con un simbolo diverso, anche se difficilmente ciò è possibile (l’unico che risponda a queste esigenze è l’alfabeto coreano).

Gli alfabeti sono distinti dai sillabari, cioè gli insiemi di quei segni grafici propri dei sistemi di scrittura sillabici, e dai sistemi pittografici e ideografici. Un sillabario rappresenta con un unico simbolo ogni sillaba, composta da uno a quattro suoni sentiti come unitari; un esempio di sillabario è quello giapponese. Un sistema pittografico rappresenta gli oggetti attraverso disegni, al posto delle parole corrispondenti. Un sistema ideografico combina vari pittogrammi per esprimere concetti astratti. In cinese, ad esempio, la parola “est” è rappresentata dalla combinazione dei pittogrammi indicanti “sole” e “albero”.

Uno dei più importanti alfabeti indiani, la devanagari, utilizzata dal sanscrito e dalle lingue indiane moderne, combina ingegnosamente il sistema sillabico e quello alfabetico puro. Dalla fonte dell’alfabeto devanagari sembrano essere derivati anche gli alfabeti bengalese, tamil, telugu, cingalese, burmese e siamese, o thai.

La maggior parte degli alfabeti ha tra i venti e i trenta segni; l’alfabeto più esiguo è il rotokas delle isole Salomone (11 segni), il più esteso è il khmer (74 segni).

I più antichi sistemi di scrittura sono di tipo pittografico-ideografico; fra questi il cuneiforme degli assiro-babilonesi, i geroglifici egizi, gli attuali segni grafici del cinese e del giapponese e la scrittura pittorica dei maya (vedi Lingue indiane d’America). L’evoluzione del sistema di scrittura in alfabeto o sillabario avviene quando un pittogramma o un ideogramma giunge a rappresentare non più un oggetto o un’idea, ma un suono, generalmente quello iniziale della parola indicata in origine. Perciò nelle antiche lingue semitiche un pittogramma che rappresentava una casa (beth) finì col rappresentare il suono “b” e, dopo una serie di passaggi, diventò la “B” dell’alfabeto latino.