| Trova nell'articolo | Ibsen, Henrik | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Ibsen, Henrik (Skien 1828 - Oslo 1906), poeta e drammaturgo norvegese. La sua opera, che segnò la fine del melodramma romantico popolare del XIX secolo e inaugurò il dramma moderno, esercitò una vastissima influenza sul teatro del Novecento.
Di famiglia agiata, a sedici anni si vide costretto a trovare lavoro a seguito del fallimento del padre. Divenne giornalista e in seguito scrittore. Nel 1851 fu nominato direttore del Teatro nazionale di Bergen presso il quale curò anche le regie degli spettacoli fino al 1858, anno in cui venne chiamato a dirigere il teatro di Cristiania (l'attuale Oslo). Fu in quel periodo, tra il 1858 e il 1862, che Ibsen scrisse i suoi primi, e poco fortunati, drammi. Dal 1863 al 1891 visse in Italia e in Germania. Nel 1900, colpito dalla paralisi, tornò a Cristiania, dove morì sei anni dopo.
| 2. | Dai poemi drammatici ai drammi borghesi |
Dopo una produzione giovanile costituita essenzialmente da drammi storici, la scrittura drammaturgica di Ibsen si orientò verso un'attenta analisi della psicologia umana, in cui assumono particolare rilievo i conflitti interiori scatenati dall'ineluttabile necessità di confrontare gli imperativi dell'individuo con le convenzioni sociali. Nacquero così due poemi drammatici di grande rilevanza: Brand (1866), tragedia interiore di un sacerdote protestante che sacrifica gli affetti per affermare la propria cieca e fanatica devozione nei confronti di Dio, e Peer Gynt (1867), opera fantasiosa e permeata di ottimismo, atipica nella produzione di Ibsen in quanto priva dei suoi temi più ricorrenti come il senso di colpa e l'espiazione, che narra in termini allegorici le avventure di un briccone spensierato e sognatore.
I pilastri della società (1877), con cui ebbe inizio la fase più matura della drammaturgia di Ibsen, è un pesante attacco all'ipocrisia della società dell'epoca condotto attraverso la storia di un affarista privo di scrupoli che, messo a confronto col proprio passato, vede crollare il castello di menzogne costruito nel corso della propria vita.
La poetica di Ibsen trovò tuttavia pieno compimento nei lavori successivi, i quali ebbero un'immediata risonanza internazionale. Casa di bambola (1879), Spettri (1881) e Hedda Gabler (1890) sono i drammi maggiormente rappresentativi delle laceranti conflittualità dei personaggi ibseniani, sempre costretti a confrontarsi con il perbenismo della vita borghese dell'Ottocento.
Casa di bambola, che all'uscita suscitò un grande scandalo in Norvegia, narra la ribellione di Nora, moglie e madre di famiglia che, dopo aver vissuto per molti anni secondo le convenzioni imposte dalla società e dal matrimonio, abbandona il marito e i figli per trovare se stessa; Spettri è imperniato sulla figura di Elena Alving che, lasciatasi alle spalle le sofferenze e le umiliazioni dovute ai tradimenti del marito, da lei tollerati per salvare esteriormente la propria onorabilità, vede gli errori del passato ricadere inesorabilmente sul figlio e comprende l'inutilità dei propri sforzi; in Hedda Gabler, infine, la protagonista è una donna irrequieta e distruttiva, insoddisfatta della propria realtà e alla perenne ricerca di astratti ideali di grandezza e bellezza che la indurranno a togliersi la vita.
Tra gli altri drammi di Ibsen si ricordano L'anitra selvatica (1884), Casa Rosmer (1886), La donna del mare (1888), Il costruttore Solness (1892), Il piccolo Eyolf (1894) e Quando noi morti ci destiamo (1899).