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Corticosteroidi
1. Introduzione

Corticosteroidi Ormoni steroidei prodotti dalla parte corticale delle ghiandole surrenali. Con tale termine si indicano anche composti di sintesi ad uso farmaceutico, che svolgono principalmente un’azione antinfiammatoria.

2. Corticosteroidi naturali

I corticosteroidi naturali, ossia prodotti dall’organismo, vengono suddivisi in tre gruppi: i glucocorticoidi, i mineralcorticoidi e i corticoidi. I glucocorticoidi comprendono l’idrocortisone, o cortisolo, e il cortisone; essi risultano indispensabili per lo svolgimento delle reazioni del metabolismo (in particolare, sono coinvolti nell'innalzamento della glicemia nel sangue e nella riduzione dell'utilizzo di lipidi e proteine) e hanno un ruolo nella risposta dell’organismo a condizioni di stress. I mineralcorticoidi, il cui principale composto è l’aldosterone, esplicano la loro azione principalmente sui reni, a livello dei quali svolgono importanti funzioni regolatrici, quali il mantenimento dell'equilibrio degli ioni. I corticoidi svolgono un'azione di regolazione del metabolismo dell'azoto.

1. Ruolo nell’organismo

I corticosteroidi hanno una funzione omeostatica, cioè essi intervengono nei sistemi di mantenimento degli equilibri fisiologici. La produzione di essi nelle ghiandole surrenali avviene mediante una regolazione a retroazione (o a feed-back negativo) da parte dell'ipotalamo e dell'ipofisi (in particolare, mediante l'ormone adrenocorticotropo o corticotropina, ACTH). Ciò significa che, quando le condizioni dell'organismo lo richiedono, le ghiandole surrenali, stimolate dagli ormoni ipofisari, producono un maggiore quantitativo dei propri ormoni, fino a quando questi raggiungono un livello sufficiente; a quel punto, l'azione dell'ipofisi diventa inibitrice ed essi per un certo periodo non vengono più sintetizzati. In tal modo, la loro concentrazione nel sangue si abbassa; quindi, il ciclo ricomincia.

3. Corticosteroidi di sintesi

I corticosteroidi di sintesi, cioè ottenuti con processi industriali (vedi Industria farmaceutica), derivano dal cortisone, che fu ottenuto in modo artificiale per la prima volta nel 1951. I principali derivati di tale composto, che è il capostipite di questo gruppo di farmaci, sono l’idrocortisone, il prednisone e il prednisolone. Essi sono alla base delle terapie antinfiammatorie denominate corticoterapie, che cioè si avvalgono di corticosteroidi. Altri derivati sono, ad esempio, il betametazone e il fluocinolone.

1. Utilizzo terapeutico

La corticoterapia risulta utile per il trattamento di varie patologie, in cui vi sia lo sviluppo di forme infiammatorie: i reumatismi, le artriti, il morbo di Addison, varie manifestazioni allergiche, come eczemi e orticaria, alcune forme di colite, malattie renali ed epatiche sono esempi di alcuni dei campi di applicazione dei corticosteroidi. L’uso di tali farmaci non è però esente da effetti collaterali; essi, infatti, se assunti per lungo tempo possono avere un effetto di assottigliamento della pelle (nel caso di pomate ad uso cutaneo) e possono determinare ritenzione idrica, atrofia della muscolatura, osteoporosi, tendenza all’aumento di peso, tipica facies lunare (cioè caratteristico aspetto del viso, che appare più tondo), emorragie e disturbi intestinali, perdita di ioni potassio. Molti derivati di recente sintesi risultano assai più sicuri dei primi corticosteroidi di sintesi; nel caso di terapie prolungate, è opportuno sottoporre i pazienti a periodici controlli, per valutarne lo stato di salute del paziente e per determinare tempestivamente l’insorgenza di eventuali disturbi dovuti alla corticoterapia. Vedi anche FANS.