Corticosteroidi
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Corticosteroidi
3. Corticosteroidi di sintesi

I corticosteroidi di sintesi, cioè ottenuti con processi industriali (vedi Industria farmaceutica), derivano dal cortisone, che fu ottenuto in modo artificiale per la prima volta nel 1951. I principali derivati di tale composto, che è il capostipite di questo gruppo di farmaci, sono l’idrocortisone, il prednisone e il prednisolone. Essi sono alla base delle terapie antinfiammatorie denominate corticoterapie, che cioè si avvalgono di corticosteroidi. Altri derivati sono, ad esempio, il betametazone e il fluocinolone.

1. Utilizzo terapeutico

La corticoterapia risulta utile per il trattamento di varie patologie, in cui vi sia lo sviluppo di forme infiammatorie: i reumatismi, le artriti, il morbo di Addison, varie manifestazioni allergiche, come eczemi e orticaria, alcune forme di colite, malattie renali ed epatiche sono esempi di alcuni dei campi di applicazione dei corticosteroidi. L’uso di tali farmaci non è però esente da effetti collaterali; essi, infatti, se assunti per lungo tempo possono avere un effetto di assottigliamento della pelle (nel caso di pomate ad uso cutaneo) e possono determinare ritenzione idrica, atrofia della muscolatura, osteoporosi, tendenza all’aumento di peso, tipica facies lunare (cioè caratteristico aspetto del viso, che appare più tondo), emorragie e disturbi intestinali, perdita di ioni potassio. Molti derivati di recente sintesi risultano assai più sicuri dei primi corticosteroidi di sintesi; nel caso di terapie prolungate, è opportuno sottoporre i pazienti a periodici controlli, per valutarne lo stato di salute del paziente e per determinare tempestivamente l’insorgenza di eventuali disturbi dovuti alla corticoterapia. Vedi anche FANS.