| Trova nell'articolo | Tempio | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Tempio Edificio sacro dedicato a una o più divinità. Il termine deriva dal latino templum (“spazio delimitato”), e definisce sia uno spazio adibito alle cerimonie religiose, sia la dimora della divinità, sia, infine, il luogo sacro in cui è possibile comunicare con il divino. Il termine “tempio”, dunque, in senso lato può indicare anche la moschea, la sinagoga, la chiesa e qualsiasi edificio deputato ad accogliere pratiche o attività religiose.
L’origine del tempio risiede nell’esigenza di trovare modalità concrete entro cui inquadrare il rapporto degli uomini con le forze naturali e soprannaturali; dovevano dunque essere edifici e luoghi che ispirassero rispetto e devozione. I templi erano generalmente edificati tenendo conto della topografia e dei fenomeni naturali della regione: spesso sorgevano in luoghi elevati, così da sottolineare simbolicamente la distanza tra i mortali e i celesti, e presentavano un orientamento preciso nei confronti della traiettoria del Sole, l’astro cui tutti i popoli hanno sempre attribuito un significato divino.
| 2. | Struttura e funzioni del tempio |
Un tempio può essere costituito da un semplice cumulo di pietre su un terrapieno, oppure da elaborati complessi architettonici comprendenti numerose costruzioni, il cui centro è sempre riservato a un edificio principale, il tempio propriamente detto. I grandi complessi sacri possono comprendere anche le abitazioni dei sacerdoti, infermerie, conventi, botteghe e ostelli; il tempio è talvolta preceduto da un ampio spazio destinato ai fuochi rituali, alle cerimonie collettive o all’osservazione di fenomeni naturali.
La maggior parte dei templi tuttavia consta soprattutto di un santuario – solitamente l’ambiente più interno e remoto – che costituisce la dimora della divinità. La presenza del divino si concretizza nelle immagini dipinte o scolpite o nelle reliquie che vi si conservano; la sacralità del santuario è inoltre sottolineata dall’accessibilità protetta, attraverso porte, grate e colonnati. Altro elemento caratteristico è l’altare, sul quale si celebrano i riti o si presentano le offerte alla divinità e si accendono i fuochi cultuali. Gli altari dei templi greci e romani erano collocati all’esterno del tempio; lo spazio interno (cella) non era generalmente accessibile ai laici.
Non di rado i templi si ergono all’interno di un recinto sacro; cancelli all’ingresso, spesso ornati e decorati, permettono di regolare il flusso dei fedeli e dei pellegrini. Nella maggior parte delle società il tempio principale e le sue dipendenze rappresentano gli edifici principali della città e, anche se piccoli e isolati, svolgono un ruolo importante nella vita delle comunità. Nelle epoche in cui era stretto il legame tra culto religioso e vita sociale, i templi ospitavano anche granai o riserve di cibo.
Dal punto di vista architettonico, i templi possono essere suddivisi principalmente in due tipi: quelli a sviluppo verticale, con volumi gradatamente ridotti verso l’alto, come le piramidi o i templi a terrazze sovrapposte, e quelli a sviluppo orizzontale, comprendenti una successione di stanze, il santuario e colonnati esterni o altre elaborate soluzioni architettoniche. Il primo tipo tende all’elevazione verso il cielo, riflettendo un determinato simbolismo cosmologico, il secondo rappresenta la degna casa del dio.
| 3. | Templi egizi e mesopotamici |
Nell’antico Egitto i templi erano imponenti, costruiti con enormi blocchi di pietra e adorni di colonne. Spesso l’edificio originario veniva ampliato a più riprese da diversi sovrani e si arricchiva di altre costruzioni, come nel caso del tempio di Ammone a Karnak (XVI-XI secolo a.C.). Gli argini rocciosi del Nilo venivano spesso utilizzati come base per la costruzione di un tempio: così fu per l’imponente tempio mortuario di Hatshepsut a Deir el-Bahri (XV secolo a.C.). Una moltitudine di sculture, a tutto tondo e a rilievo, nonché di dipinti murali, racconta le vicende degli dei e la loro particolare relazione con i sovrani d’Egitto.
Nel Medio Oriente i templi denominati ziggurat, costituiti da torri enormi con percorsi a gradoni che conducono alla sommità, furono la tipologia più diffusa per un lungo periodo. L’esempio meglio conservato è costituito dalla ziggurat di Nanna a Ur (XXI secolo a.C., rifatta nel VI secolo a.C.). Successivamente apparvero tumuli più piccoli, larghi e bassi, mentre negli ultimi secoli prima dell’era cristiana furono costruiti anche templi dotati di celle interne e colonnati.
| 4. | Templi greci |
I templi greci più antichi derivano la loro forma dal mégaron, la sala principale del palazzo miceneo. Nel VII secolo a.C. si definisce la struttura del tempio dorico (vedi Ordini architettonici greci), il cui nucleo è costituito da un ambiente rettangolare chiuso, la cella, accessibile da una sola porta. La cella, che accoglie l’immagine della divinità, è racchiusa da un colonnato, che corre lungo tutti i lati (tempio periptero), o, negli edifici più piccoli, solo anteriormente (tempio prostilo, amfiprostilo, in antis). L’edificio è coperto da un tetto a doppio spiovente e talvolta decorato con sculture sui frontoni e nelle metope. Gli esempi più famosi sono il tempio di Zeus a Olimpia, il Partenone ad Atene e i templi di Agrigento e Selinunte (VI-V secolo a.C.).
L’architettura ionica diede vita a templi simili, con alcune differenze tuttavia nelle dimensioni e nelle decorazioni; gli esempi più antichi sono i grandi templi dipteri (con doppio colonnato) dell’Asia Minore, a Samo, Mileto, Efeso (VII-VI secolo a.C.). Il tempio greco, spesso costruito in posizione elevata, è inserito armoniosamente nell’ambiente naturale; questa forma architettonica, famosa per l’equilibrio delle proporzioni e la grazia delle forme, ha goduto di una immensa fortuna.
| 5. | Templi romani |
Il tempio romano è simile a quello greco; si sviluppa, a partire dal IV secolo a.C., come diretta elaborazione del tempio etrusco-italico. Le caratteristiche principali sono la collocazione su un’alta piattaforma accessibile da una scalinata, il podio, e la maggiore importanza riconosciuta al lato anteriore, con la conseguente svalutazione degli altri, dove il colonnato può essere addirittura assente. Fra gli edifici più importanti di Roma, si ricordano il Tempio di Giove Capitolino, il principale della città, di forme arcaiche, e il Pantheon, un edificio originalissimo dell’età adrianea (117-138 d.C.). Fuori dall’Urbe, un esempio ben conservato è costituito dalla Maison Carré a Nîmes, nel Sud della Francia. I templi greci e romani influenzarono fortemente l’architettura occidentale a partire dal XVIII secolo, quando nel periodo neoclassico innumerevoli edifici pubblici, sia civili sia religiosi, furono progettati imitando deliberatamente le forme classiche.
| 6. | Templi indiani |
Il modello della maggior parte dei templi buddhisti è costituito dallo stupa, un tumulo circolare, a volte di grandi dimensioni, con funzione di reliquiario e simboleggiante l’ordine dell’universo. Gli stupa sono normalmente decorati con sculture in altorilievo, sorgono in gruppi o in complessi non recintati e sono meta di pellegrinaggi. Il Grande Stupa di Sanchi (III secolo a.C. - I secolo d.C.) ce ne offre l’esempio più importante. Alla base dello stupa si snoda una zona recintata, destinata al cammino rituale; l’emisfero è sormontato da un sacello simboleggiante la vetta del monte Meru, la montagna cosmica. Al suo interno un albero stilizzato di pietra rappresenta l’umanità.
I templi indù hanno invece struttura rettangolare, sono molto ampi e circondati da recinti simmetrici, includenti il santuario a forma di torre e altre costruzioni. Un esempio tipico è costituito dal tempio di Lingaraja (X-XI secolo) a Bhubaneshwar. Il santuario, eretto al centro del recinto, è molto alto e ricorda un’immensa fontana in pietra sormontata da una cupola, la cui vetta sorregge un pinnacolo, a fiore cruciforme. Gli edifici vicini riprendono il medesimo schema costruttivo. Questo stile è diffuso soprattutto nell’India settentrionale; nel Sud invece predomina una struttura a torre, protetta da una successione irregolare di cancelli. Tutti i templi indù sono ampiamente articolati e complicati dalla presenza di sculture simboliche. Il santuario vero e proprio è una sorta di nicchia buia, dal soffitto a volta, realizzata in pietre scolpite.
I templi giainisti, come il tempio marmoreo del monte Abu (XIII secolo) nell’India occidentale, sorgono all’interno di recinti rettangolari. Sulle direttrici assiali si dispongono diversi padiglioni, cancelli, un ampio vestibolo e infine il reliquiario. Fra gli esempi di architettura buddhista in altri paesi dell’Asia sono importanti Borobudur (IX secolo), a Giava, e i monumenti khmer della Cambogia, come quello di Angkor Vat (inizi del XII secolo).
| 7. | Templi cinesi e giapponesi |
L’architettura cinese si espresse in edifici di carattere essenzialmente secolare, in monumenti che ospitavano cerimonie civili più che religiose. Con l’avvento del buddhismo i palazzi civili furono riadattati a templi; solo più tardi furono costruiti edifici a sviluppo verticale che ospitavano la statua del Buddha. Il materiale solitamente usato nelle costruzioni era il legno; un complesso sistema di colonne sosteneva una trabeazione lignea, sopra la quale spiccano le forme aggraziate dei soffitti, tipiche dell’architettura tradizionale sia cinese sia giapponese. Dominava il complesso la pagoda, la cui struttura si era sviluppata da quella dello stupa. Solitamente realizzata in mattoni, la pagoda è una torre a livelli sovrapposti, più larghi in basso e via via più stretti verso l’alto.
Gli edifici religiosi giapponesi derivano da quelli della tradizione cinese; nonostante siano prevalentemente lignei, si possono tuttora ammirare in tutto il loro splendore, grazie alla cura con cui sono state predisposte e attuate frequenti e meticolose ricostruzioni. In Giappone si possono incontrare, oltre alle pagode, edifici relativamente più bassi, simili a palazzi. Alcuni santuari mostrano uno straordinario lavoro di carpenteria e spiccano per la ricchezza decorativa dei tetti, realizzata combinando ramaglia, tegole e assicelle.
| 8. | Templi precolombiani |
Nell’odierno Messico e in Sud America, fino all’arrivo degli europei l’architettura fu prevalentemente religiosa, e si espresse in monumentali edifici. Le piramidi del Sole e della Luna a Teotihuacán(città sviluppatasi nel I millennio d.C.) sono un chiaro esempio dello stile mesoamericano. Il tempio della Luna è una sorta di piramide a gradoni, alla cui sommità era posta la piccola cella dove poteva manifestarsi il dio. Il tempio del Sole, più grande e maggiormente strutturato rispetto a quello della Luna, ha una serie di sculture alla base ed è disposto sull’asse del solstizio d’estate.
Anche i maya adottarono la forma piramidale per i loro templi, che ospitavano nella parte più alta una costruzione chiusa e lineare. A Chichén Itzá il Tempio dei guerrieri era arricchito da un enorme colonnato. Tutti gli edifici erano in pietra: in alcuni le decorazioni scultoree erano sostituite da un rivestimento di stucco dipinto.