Tempio
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3. Templi egizi e mesopotamici

Nell’antico Egitto i templi erano imponenti, costruiti con enormi blocchi di pietra e adorni di colonne. Spesso l’edificio originario veniva ampliato a più riprese da diversi sovrani e si arricchiva di altre costruzioni, come nel caso del tempio di Ammone a Karnak (XVI-XI secolo a.C.). Gli argini rocciosi del Nilo venivano spesso utilizzati come base per la costruzione di un tempio: così fu per l’imponente tempio mortuario di Hatshepsut a Deir el-Bahri (XV secolo a.C.). Una moltitudine di sculture, a tutto tondo e a rilievo, nonché di dipinti murali, racconta le vicende degli dei e la loro particolare relazione con i sovrani d’Egitto.

Nel Medio Oriente i templi denominati ziggurat, costituiti da torri enormi con percorsi a gradoni che conducono alla sommità, furono la tipologia più diffusa per un lungo periodo. L’esempio meglio conservato è costituito dalla ziggurat di Nanna a Ur (XXI secolo a.C., rifatta nel VI secolo a.C.). Successivamente apparvero tumuli più piccoli, larghi e bassi, mentre negli ultimi secoli prima dell’era cristiana furono costruiti anche templi dotati di celle interne e colonnati.