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| 4. | Templi greci |
I templi greci più antichi derivano la loro forma dal mégaron, la sala principale del palazzo miceneo. Nel VII secolo a.C. si definisce la struttura del tempio dorico (vedi Ordini architettonici greci), il cui nucleo è costituito da un ambiente rettangolare chiuso, la cella, accessibile da una sola porta. La cella, che accoglie l’immagine della divinità, è racchiusa da un colonnato, che corre lungo tutti i lati (tempio periptero), o, negli edifici più piccoli, solo anteriormente (tempio prostilo, amfiprostilo, in antis). L’edificio è coperto da un tetto a doppio spiovente e talvolta decorato con sculture sui frontoni e nelle metope. Gli esempi più famosi sono il tempio di Zeus a Olimpia, il Partenone ad Atene e i templi di Agrigento e Selinunte (VI-V secolo a.C.).
L’architettura ionica diede vita a templi simili, con alcune differenze tuttavia nelle dimensioni e nelle decorazioni; gli esempi più antichi sono i grandi templi dipteri (con doppio colonnato) dell’Asia Minore, a Samo, Mileto, Efeso (VII-VI secolo a.C.). Il tempio greco, spesso costruito in posizione elevata, è inserito armoniosamente nell’ambiente naturale; questa forma architettonica, famosa per l’equilibrio delle proporzioni e la grazia delle forme, ha goduto di una immensa fortuna.