| Lingue afroasiatiche | Articolo | ||||
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| 2. | Classificazione |
Gli studiosi non concordano sul luogo d’origine delle lingue afro-asiatiche: alcuni linguisti, tra cui Igor M. Diakonoff e Lionel Bender, propendono per l’Etiopia (dove ancora oggi si parlano molti idiomi di questa famiglia); altri studiosi ritengono che siano comparse nella zona del Mar Rosso e del deserto del Sahara; una piccola minoranza, infine, colloca l’area geografica di nascita nell’Oriente mediterraneo.
La famiglia afro-asiatica, che conta oltre 200 milioni di parlanti, si divide in sei rami indipendenti: semitico, berbero, cuscitico, ciadico, omotico, egizio. Essi mostrano tali affinità di grammatica, morfologia, sistemi fonetici e lessico da far ipotizzare un’origine comune, anche se l’appartenenza alla famiglia di talune, o di tutte, le lingue ciadiche viene contestata da alcuni studiosi.
| 1. | Lingue semitiche |
Le lingue semitiche sono, probabilmente, quelle di più antica formazione e hanno il maggior numero di locutori; sono anche le uniche parlate al di fuori dell’Africa. Gli idiomi più diffusi del gruppo sono l’arabo (che conta oltre 200 milioni di parlanti), l’amarico (oltre 20 milioni), l’ebraico (oltre 7 milioni) e il tigrino (poco meno di 7 milioni).
Nel gruppo semitico sono classificate molte lingue oggi estinte, ma un tempo diffuse in aree significativamente ampie e che ebbero una ricca tradizione storica e letteraria. Intorno al III millennio, in area mediorientale, si formarono l’accadico, il moabita, l’amorreo e il fenicio. Al millennio successivo daterebbero invece l’aramaico e l’ebraico.
Lingua semitica è anche il ge’ez, che è estinto come lingua parlata, ma che sopravvive come lingua liturgica della Chiesa etiope (vedi Chiese cattoliche orientali).
| 2. | Lingue berbere |
Le lingue berbere sono parlate nel Maghreb, un’area assai vasta che si estende dal Marocco all’Algeria, passando per Tunisia, Niger, Mali, Ciad e Burkina Faso; un dialetto berbero è parlato anche in Mauritania. Il numero di locutori è stimato intorno ai 20 milioni.
Questo ramo comprende poco meno di una trentina di idiomi, molti dei quali minacciati dall’espansione dell’arabo e del francese. Le varietà maggiori, che sono le più diffuse e oggi comprendono anche una letteratura scritta, sono: kabilo (che si parla nella Cabilia, in Algeria settentrionale), tamašek (la lingua dei tuareg), tašelhit (parlato nel Marocco meridionale), tamazight (parlato nel Marocco centrale), tarifit (Marocco settentrionale), taawit (nell’Algeria settentrionale).
| 3. | Lingue cuscitiche |
Le lingue cuscitiche sono parlate in Etiopia e in Somalia, lungo il Mar Rosso. L’idioma cuscitico più diffuso, con circa 24 milioni di locutori, è l’oromo, parlato in Kenya ed Etiopia meridionale e scritto in caratteri etiopici.
Alla famiglia appartengono anche il somalo, scritto in caratteri latini e parlato da circa 20 milioni di persone in Somalia, in Kenya e in Etiopia, e l’afar, parlato in Etiopia, in Eritrea e a Gibuti da un milione e mezzo di persone.
| 4. | Lingue ciadiche |
Il ramo ciadico comprende poco meno di 200 lingue, parlate nel nord della Nigeria, del Niger, del Ciad, del Camerun e della Repubblica Centrafricana. La più importante delle lingue ciadiche è lo hausa, originario della Nigeria settentrionale e delle aree confinanti, ma utilizzato anche come lingua franca regionale da molti parlanti di madrelingua diversa.
| 5. | Lingue omotiche |
Il ramo omotico comprende una trentina di lingue parlate perlopiù nell’Etiopia sudoccidentale, nella zona attorno al fiume Omo. Un tempo queste lingue erano classificate all’interno del ramo cuscitico.
| 6. | Lingue egizie |
Del gruppo egizio fanno parte la lingua egizia e la sua diretta derivazione, il copto.
Vedi anche Lingue africane.