| Guerre napoleoniche | Articolo | ||||
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| 2. | La guerra della prima coalizione |
Il conflitto (1792-1797) oppose la Francia ad Austria, Prussia, Gran Bretagna, Spagna, Regno di Sardegna, Stato Pontificio e Olanda. Nel 1795 l’esercito francese occupò il Belgio, l’Olanda (trasformata nello stesso anno nella Repubblica Batava) e la Renania. Nel 1796 il Direttorio affidò a Napoleone il comando dell’esercito contro l’Austria sul fronte, considerato secondario, dell’Italia settentrionale. In meno di un anno la campagna d’Italia si risolse per il generale in uno straordinario successo personale: con la firma del trattato di Campoformio (17 ottobre 1797) la Francia otteneva i Paesi Bassi e i territori alla sinistra del Reno; nell’Italia settentrionale venivano costituite la Repubblica Cisalpina e quella Ligure.
La Francia aveva così notevolmente ampliato i propri confini e si era circondata di una serie di repubbliche satelliti, quali appunto la Repubblica Batava, quella Cisalpina, e quella Ligure, alle quali si aggiunse la Repubblica Romana. La millenaria Repubblica di Venezia veniva invece annessa all’Austria, sino al confine dell’Adige, cessando di esistere come stato indipendente.
Nel 1798 il Direttorio affidò a Napoleone il compito di conquistare l’Egitto, con l’obiettivo di stabilire un avamposto per contrastare il predominio commerciale britannico in Oriente. L’invasione francese si rivelò un fallimento: Napoleone, vittorioso sulla terraferma, fu sconfitto in mare dall’ammiraglio inglese Horatio Nelson nella battaglia di Abukir. Rimasto isolato in terra nordafricana, Napoleone dispose le sue forze per un’azione puramente difensiva, quindi rientrò in patria.