| Trova nell'articolo | Litio | Articolo |
Litio Elemento metallico bianco-argenteo, di simbolo Li e numero atomico 3. Appartiene al gruppo IA (o 1) della tavola periodica ed è pertanto un metallo alcalino. Fonde a 180 °C, bolle a 1340 °C, ha densità relativa 0,53 e peso atomico 6,941.
A causa della sua elevata reattività non si trova in natura allo stato elementare, ma è presente, spesso associato a sodio e potassio, in composti molto diffusi. In laboratorio si ottiene per elettrolisi di una miscela di cloruri di litio e di potassio fusi; si ossida istantaneamente per esposizione all'aria, perciò deve essere conservato immerso in un liquido come il petrolio. Viene usato come disossidante e degassificante in metallurgia, in quanto la presenza di suoi vapori evita che il diossido di carbonio e l'ossigeno formino scorie nelle fornaci adibite alla lavorazione dell'acciaio.
Uno studio recente ha stabilito un’interessante proprietà del litio: se sottoposto a pressioni molto elevate – dell’ordine delle 200.000-800.000 atm – il litio manifesta un comportamento da superconduttore a temperature comprese tra 9 e 16 K, valori molto più elevati delle temperature critiche dei superconduttori noti.
Tra i composti di litio più importanti si ricordano l'idrossido LiOH, usato per catturare il diossido di carbonio nei sistemi di ventilazione delle navicelle spaziali e dei sottomarini; l'idruro LiH, adatto per gonfiare le scialuppe di salvataggio, e il suo equivalente deuterato LiD, sfruttato nella preparazione della bomba a idrogeno. Il carbonato di litio viene impiegato nel trattamento delle sindromi maniaco-depressive.