Lingue celtiche
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Lingue celtiche
2. Caratteristiche fonomorfologiche

La caratteristica fonetica che distingue le lingue celtiche dalle altre lingue indoeuropee è la perdita del suono indoeuropeo originario p. Una parola che in greco, sanscrito e latino presenta una p iniziale o intermedia, nelle lingue celtiche ne risulta priva (ad esempio al latino porcus corrisponde il goidelico orc). La differenza fra il gruppo britonico e quello goidelico risiede nel fatto che il secondo gruppo conserva il suono labiovelare indoeuropeo kw (scritto poi come c), mentre il britonico lo rende come p. Perciò l'irlandese cuig o coo-ig, 'cinque', corrisponde al gallese pump.

Le lingue celtiche possiedono solo due generi, maschile e femminile; gli aggettivi in genere seguono i nomi. Come alcune lingue non indoeuropee, usano nomi verbali al posto dei participi presenti, mettono sempre il verbo all'inizio della frase, ed esprimono l'agente sempre per mezzo del passivo impersonale.

Le regole di pronuncia in tutte le lingue celtiche sono estremamente complicate; la grafia generalmente non corrisponde alla pronuncia e le consonanti iniziali cambiano in base al suono finale della parola che le precede. In irlandese, ad esempio, 'sangue' è fuil, ma 'il nostro sangue' è ar bhfuil. In gallese tad, 'padre', diventa fy nhad per 'mio padre', ei thad per 'suo (di lei) padre', e i dad per 'suo (di lui) padre'. Tutte le lingue celtiche moderne usano l'alfabeto latino.