| Dürer, Albrecht | Articolo | ||||
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| 3. | I viaggi in Italia e le opere della maturità |
Nel 1494, dopo aver sposato Agnes Frey a Norimberga, Dürer partì per l'Italia. Qui scoprì un mondo nuovo: il Rinascimento gli apparve subito come un movimento totale, in grado di rinnovare sia l'arte sia il pensiero contemporanei. Cercò dunque di coglierne tutti gli aspetti. Nei successivi dieci anni, a Norimberga (1495-1505), eseguì una cospicua quantità di opere che consolidarono la sua fama. Tra queste, il famoso acquerello Zolla erbosa (1503, Albertina) e le xilografie dell'Apocalisse (1498), uno dei temi più amati da Dürer, che rappresentano l'aspetto più tetro e visionario della sua opera. Queste opere mostrano una crescente maestria nella tecnica dell'incisione, la conoscenza delle proporzioni umane basata sugli scritti di Vitruvio e l'estrema abilità a inserire i più piccoli dettagli naturali in rappresentazioni verosimili della realtà. L'Autoritratto (1500, Alte Pinakothek, Monaco), nel quale raffigurò se stesso con le sembianze di Cristo, riassume la sua concezione dell'elevazione dello status dell'artista rispetto a quello del mero artigiano.
Tra il 1505 e il 1507 Dürer tornò in Italia. A Venezia conobbe Giovanni Bellini e ottenne l'importante commissione di dipingere la Festa del Rosario (1506, Galleria Nazionale, Praga), per il Fondaco dei Tedeschi. Dopo il ritorno a Norimberga nel 1507, cominciò un altro periodo di grande produttività, durante il quale compose, tra le altre opere, una pala d'altare (1508-1509, distrutta da un incendio nel 1729) per la chiesa dei domenicani di Francoforte; un'Adorazione della Trinità (1508-1511, Kunsthistorisches Museum, Vienna); ritratti e molte incisioni, che comprendono due versioni della Passione (1511), xilografie per l'Arco di Trionfo per l'imperatore Massimiliano I e una serie di bulini, tra cui Il cavaliere, la morte e il diavolo (1513), San Gerolamo nel suo studio (1514), Melancholia I (1514) e il Rinoceronte (1515).