Malattia
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Malattia
2. Sintomi e segni

Per comprendere la natura di una malattia, è necessario delinearne chiaramente i sintomi e i segni, cioè le manifestazioni dei processi vitali alterati.

I sintomi sono quei disturbi soggettivi avvertiti dal paziente, come ad esempio dolore, affaticamento, disturbi gastroenterici. I segni sono invece le manifestazioni della malattia rilevabili dal medico durante l’esame obiettivo e comprendono tra l’altro variazioni della pressione sanguigna, comparsa di esantemi, rumori patologici percepibili durante l’auscultazione o tumefazioni apprezzabili mediante palpazione; oppure, i segni possono essere individuati attraverso esami di laboratorio o strumentali. Gli esami di laboratorio, come le analisi del sangue, delle urine o delle feci, permettono di evidenziare alterazioni funzionali di uno o più organi o ghiandole, e di determinare la presenza di agenti infettivi (in tal caso, si eseguono esami colturali, come l’urinocoltura). Gli esami strumentali, come l’ecografia, la tomografia computerizzata e la risonanza magnetica nucleare, sono utili per rilevare alterazioni strutturali di organi o apparati. L’iter diagnostico può essere completato dalla esecuzione di esami istologici su tessuti asportati chirurgicamente o microscopici su campioni prelevati mediante biopsia.

Le analisi di laboratorio permettono anche in soggetti apparentemente sani sottoposti a visite di routine, l’identificazione di malattie prima che il paziente ne noti i sintomi. L’ipertensione, ad esempio, può essere segnalata al paziente quando ancora è in uno stadio precoce, prima che causi danni misurabili al cuore e ai vasi sanguigni. Inoltre, grazie all’uso di esami sempre più sofisticati, i medici si trovano spesso di fronte a risultati che indicano la presenza di una predisposizione a una patologia, ma non della patologia stessa. Questi casi sono estremamente delicati, poiché spesso non è possibile determinare con certezza se, quando e con quali manifestazioni la persona svilupperà la malattia. Pertanto, tali informazioni devono essere valutate con estrema cautela e riservatezza da parte dei medici e delle altre persone che ne sono a conoscenza, per evitare un uso indebito delle stesse da parte di terzi.