| Trova nell'articolo | Ippica | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Ippica Sport individuale che si pratica su piste di forma ovale con fondo in erba o in sabbia, in cui il concorrente monta un cavallo o lo guida tramite il supporto di un piccolo carrozzino (o sulky). L’ippica è suddivisa in due specialità: il trotto e il galoppo; a sua volta il galoppo comprende due tipi di gare: le corse in piano e le corse a ostacoli o siepi.
| 2. | Il trotto |
Le gare di trotto si svolgono su piste con un fondo sabbioso che vanno da 800 a 1000 metri. Il cavallo, mantenendo un’andatura particolare chiamata appunto trotto, traina un sulky a due ruote, sul quale siede il guidatore, o driver. Se nel corso della gara il cavallo “rompe” l’andatura passando, ad esempio, dal trotto al galoppo, viene automaticamente squalificato. L’avvio della gara avviene in linea, dietro allo starter che è costituito da un’automobile, sulla cui parte posteriore viene fissata una griglia: l’auto procede a velocità crescente per poi lasciare via libera ai cavalli sulla linea di partenza. Vince il cavallo che per primo taglia con il muso la linea d’arrivo.
| 3. | Il galoppo |
Nel galoppo, invece, il fantino monta il cavallo e le gare si svolgono su una pista con fondo in erba o in sabbia la cui lunghezza varia da 800 a 4000 metri. I fantini sono normalmente molto bassi di statura (1,50-1,60 m) e anche molto leggeri: non più di 52 kg. Le corse di galoppo sono di due tipi: con cavalli della stessa età (2-3-4 anni) e senza limite d’età. All’interno di entrambe le categorie esistono ulteriori suddivisioni: le corse con cavalli che portano lo stesso peso (fantino più sella), corse condizionate, Gran Premi; e le corse a handicap, nelle quali partecipano cavalli di diverso valore agonistico, che si tende a rendere uniformi ricorrendo all’aggiunta di pesi, per mettere tutti nelle stesse condizioni di vincere. Per partecipare alle corse in piano, un cavallo deve avere almeno due anni. La partenza avviene da gabbie, o da un cancelletto che viene aperto al momento del via. Vince il cavallo che per primo giunge con il muso al traguardo.
Le corse a ostacoli hanno caratteristiche simili a quelle in piano, ma si differenziano per il fatto di avere lungo i percorsi alcune barriere da superare, che possono essere rappresentate da siepi, fossati e riviere. Le distanze previste vanno da 2800 a 5000 metri.
Tutti i cavalli che partecipano alle corse di galoppo sono purosangue, discendono cioè da tre stalloni arabi che, sul finire del XVII secolo, furono importati in Inghilterra e accoppiati con cinquanta selezionate fattrici; nel trotto, invece, i cavalli sono un incrocio tra un purosangue e una cavalla da trotto.
| 4. | Le corse di cavalli nella storia |
L’origine delle corse con i cavalli risale all’XI secolo a.C., ma le prime testimonianze relative a competizioni, così come vengono intese oggi, si possono far risalire a gare disputate dai greci nel VII secolo a.C. Grande popolarità riscossero anche a Roma, all’interno dei giochi circensi, le corse di bighe e di quadrighe, fino alla caduta dell’impero d’Occidente, quando l’interesse per l’ippica scemò completamente.
Furono poi gli arabi verso il VII secolo a praticare e dare impulso a questo tipo di pratica sportiva, in seguito esportata in Spagna e successivamente in tutta Europa. Già nel XVII secolo in Inghilterra furono costruiti i primi ippodromi, mentre in altri paesi europei, quali la Francia, la Germania e l’Italia, le prime competizioni si disputarono verso la metà del XIX secolo.
| 5. | Scommesse e competizioni |
Intorno all’ippica esiste un mondo di scommesse ufficiali e, molto spesso, clandestine. È difficile pertanto individuare un confine tra tifoso e scommettitore: a volte, infatti, queste due figure coincidono. Tutti i fantini sono professionisti, in quanto percepiscono denaro sia per la partecipazione alle gare sia come percentuale per l’eventuale vittoria o piazzamento. Annualmente si svolgono in tutto il mondo aste in cui vengono posti in vendita cavalli non professionisti di diciotto mesi; nonostante ciò il loro prezzo può variare da 2-3.000 euro ad alcuni milioni. Molto diffuso è anche il mercato degli stalloni, le cui prestazioni vengono pagate anche diverse migliaia di euro.
Oggi le gare ippiche sono diffuse in tutto il mondo. In Italia ne vengono disputate più di 12.000 all’anno, con un giro di denaro che supera i 2.500.000 euro.
I gran premi di galoppo più famosi nel mondo sono: l’Arc de Triomphe, a Parigi; il Derby di Epson Downs, in Inghilterra; il Preakness Stakes, negli Stati Uniti; il Gran Premio di Milano. I fantini più conosciuti di ogni epoca sono: l’inglese Lester Piggott; lo statunitense Willie Shoemaker; l’italiano Gianfranco Dettori e il figlio di questi, Lanfranco, annoverato tra i migliori fantini del mondo. Tra i più grandi purosangue italiani ricordiamo Nearco e Ribot, che chiusero la carriera imbattuti, e Tony Bin, vincitore nel 1988 dell’Arc de Triomphe.
I Gran Premi di trotto più celebri sono il Prix d’Amérique di Parigi, l’Elitlopp di Stoccolma, l’International Trot e il Breeder’s Crown di New York, il Lotteria di Agnano di Napoli. Tra i nostri migliori trottatori ricordiamo Mistero, vincitore dell’Amérique del 1947, Tornese e Delfo, entrambi allenati e guidati da Sergio Brighenti, e Varenne, trionfatore sotto la guida di Giampaolo Minnucci di numerose gare internazionali, tra cui le edizioni 2001 e 2002 del Prix d’Amérique.
L’ippica non possiede un’unica federazione a livello mondiale; in Italia la disciplina è rappresentata dalla Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) e dall’Unione Nazionale Incremento Razze Equine (UNIRE).