| Calvino, Italo | Articolo | ||||
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| 4. | Ordine e disordine |
Anche negli anni Settanta la narrativa di Calvino oscilla tra queste due tendenze narrative, quella che lavora sui segni, più fantastica, e quella combinatoria. Sul versante della ricerca di una realtà potenziale o ipotetica si collocano Le città invisibili (1972), conversazione tra Marco Polo e Kublai Khan che ha come oggetto le città visitate dal mercante veneziano, il quale in realtà usa la fantasia per raccontare città immaginarie. Il gioco combinatorio si radicalizza invece nel romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore (1979), un 'romanzo semiotico' (o un 'romanzo della teoria del romanzo', nella definizione di Cesare Segre), in cui il lettore ha un ruolo centrale nella costruzione narrativa, frutto di scelte combinatorie esterne all'autore.
Palomar (1983) è il resoconto di una serie di episodi marginali di vita comune raccontati da un filosofo saggio e malinconico, nel quale si riconosce l’autore stesso. Nel romanzo Calvino sembra indicare che, nell'assenza di ordine del mondo contemporaneo, le possibilità conoscitive sono riservate a chi si apparta, si fa marginale ed esercita così una disillusa forma di razionalità.
Calvino raccolse poi in volume i suoi interventi nel dibattito contemporaneo: Una pietra sopra (1980) e Collezione di sabbia (1984). Sono uscite postume le raccolte di racconti Sotto il sole giaguaro (1986), La strada di San Giovanni (1990) e Prima che tu dica pronto (1993). Postume sono anche le Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio (1988), incompiute, che Calvino avrebbe dovuto presentare in un ciclo di conferenze alla Harvard University.