Calvino, Italo
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Calvino, Italo
2. L’impegno civile tra neorealismo e vena fantastica

Esordì nel 1947 con Il sentiero dei nidi di ragno, romanzo ispirato alla Resistenza, qui osservata dal punto di vista di un ragazzino, il protagonista Pin. Alla lotta partigiana, alla quale Calvino aveva partecipato, è dedicato anche il volume di racconti Ultimo viene il corvo (1949); di nuovo, il tentativo di essere il più oggettivo possibile porta l'autore ad assumere un punto di vista 'strano', quello di un gruppo di vagabondi.

Gli anni Cinquanta furono anni fecondi. A partire dal 1950 lavorò a Torino per la casa editrice Einaudi; tra il 1952 e il 1959 pubblicò i romanzi della trilogia dei Nostri antenati (Il visconte dimezzato, 1952; Il barone rampante, 1957, premio Viareggio; Il cavaliere inesistente, 1959), parabole allegoriche che trattano della crisi esistenziale dell'uomo contemporaneo. Queste opere riflettono l'interesse di Calvino per la fiaba, che si tradusse nella pubblicazione delle Fiabe italiane (1956), riscrittura del patrimonio favolistico italiano, e dei Racconti (1958).

Partecipò intensamente al dibattito politico-culturale (fu iscritto al Partito comunista fino al 1956, anno dei fatti d'Ungheria) e fondò con Elio Vittorini 'Il Menabò'. Nel 1963 pubblicò La giornata di uno scrutatore, importante testo di impianto tradizionale, e Marcovaldo, uno straordinario libro per ragazzi. Sono testi nei quali Calvino riflette sui problemi della società italiana del boom economico.