| Petrarca, Francesco | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 4. | Le opere in volgare |
L’opera che rese Petrarca uno dei poeti più celebri al mondo è il Canzoniere, una raccolta di testi in lingua volgare che l’autore riteneva di importanza secondaria rispetto alle sue grandi opere in latino. Il titolo originale recita infatti Rerum vulgarium fragmenta, cioè “Frammenti di cose volgari”, dove con “volgari” deve intendersi, appunto, in lingua volgare, ossia in italiano. In realtà, la cura con cui l’autore organizzò questo canzoniere fu attentissima, e del resto proprio l’impianto così meditato fu una vera e propria novità.
La raccolta è composta di 366 componimenti (per la maggior parte sonetti) concepiti come lettura da compiere nell’arco dell’anno, un componimento al giorno, più uno proemiale. La raccolta ha al centro la figura di Laura, e nel complesso tematizza due epoche fondamentali nella vita del poeta, la fase in cui Laura era viva e quella in cui era ormai morta. Non si tratta di una suddivisione cronologica, ma di una serie di corrispondenze e di atmosfere ispirate a questi due fatti capitali, frammenti di una vita segnata dalla gioia dell’amore e dal dolore della morte in modo difficilmente districabile.
Laura, raffigurata in modo astratto e stilizzato, incarna l’ideale dell’amore, della bellezza e della religiosità e rappresenta un’aspirazione irraggiungibile che viene esplicitata tramite metafore e immagini studiate e ricorrenti. Petrarca lavorò con grande impegno a ogni singolo testo, apportando continue correzioni e varianti, con un meticoloso lavoro di rifinitura e di bilanciamento fra i singoli componimenti e l’insieme che essi costituiscono.
Per realizzare una poesia all’altezza dell’argomento, il volgare assunse un’eleganza mai raggiunta prima; il vocabolario usato dal poeta è ridotto e molto scelto, ma usato in modo “intensivo”: nella poesia del Canzoniere conta anche la minima sfumatura di significato. Proprio la sistematicità con cui il progetto fu realizzato, insieme alla sua astrattezza intellettuale (una poesia dunque non legata da questo punto di vista a un preciso contesto storico e culturale), rese il Canzoniere un vero e proprio modello poetico, che avrebbe poi influenzato per diversi secoli la lirica occidentale. Si tratta di un paradigma determinante anche dal punto di vista metrico, ad esempio nella definizione della forma del sonetto e della canzone.
L’altra importante opera poetica in volgare è un poema in terza rima (l’allusione a Dante è evidente anche nella scelta del metro e nell’impianto allegorico) intitolato I trionfi, a cui Petrarca lavorò tra il 1356 e il 1374. Rimasto incompiuto, fu stampato per la prima volta con il Canzoniere nel 1470; la struttura riprendeva l’impostazione data da Boccaccio alla sua Amorosa visione, articolata in una serie di “trionfi”. Il poeta dorme in Valchiusa, quando gli appaiono visioni trionfali del dio Amore seguito da un corteo di personaggi storici e mitologici. Anche qui ha grande importanza la valutazione, da un punto di vista spirituale, dell’esperienza legata alla figura di Laura. In generale ogni quadro, attraverso un processo di simbolizzazione e allegorizzazione, cerca di innalzare sentimenti ed esperienze terrene verso l’assoluto celeste e la verità universale.