Cromosoma
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Cromosoma
4. Variazioni del corredo cromosomico

Il numero di cromosomi di una cellula o di un individuo può variare rispetto a quello tipico della specie, a causa di errori nel processo di meiosi, o per effetto di agenti capaci di indurre mutazioni cromosomiche. Se, ad esempio, nel corso della prima divisione meiotica non avviene la separazione di una coppia di cromosomi omologhi, una delle due cellule figlie avrà entrambi i cromosomi, e quindi anche due delle quattro cellule che si formano alla fine della meiosi. Se tali cellule sono gameti e vengono fecondate da gameti normali, si otterrà uno zigote con tre, anziché due, dei cromosomi considerati. Tale condizione, ad esempio, è all’origine della sindrome di Down, ovvero la presenza di tre cromosomi al posto della coppia n.21. Con speciali trattamenti farmacologici è anche possibile indurre artificialmente variazioni del numero dei cromosomi, specialmente nelle cellule vegetali.

Organismi con interi corredi cromosomici sovrannumerari sono detti poliploidi; nel caso delle piante, questi individui sono spesso più grandi e vitali degli individui normali. Inoltre, quelli che hanno un numero di cromosomi doppio rispetto a quello normale diploide (tetraploidia) riescono a effettuare la meiosi in modo normale, e sono quindi fertili; i triploidi (che hanno tre cromosomi per ogni tipo) sono invece sterili, perché al momento della meiosi i cromosomi, essendo dispari, non possono ripartirsi equamente e produrre gameti funzionali. La produzione di triploidi è spesso sfruttata nelle coltivazioni: ad esempio, le banane in commercio sono perlopiù triploidi, e per questo motivo la loro polpa risulta priva di semi e più appetibile. Negli animali, le variazioni del corredo cromosomico sono spesso fonte di gravi patologie o risultano letali. Sono noti casi di triploidia nel moscerino della frutta e in alcuni anfibi.