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Eucalipto
1. Introduzione

Eucalipto Denominazione comune delle piante appartenenti al genere Eucalyptus della famiglia delle mirtacee e comprendente oltre 500 specie, originarie di Tasmania e Australia, dove se ne riscontra il maggior numero. Gli eucalipti in genere hanno portamento arboreo e possono raggiungere altezze considerevoli (come E. regnans, che arriva a 95-100 m); esistono anche specie a portamento arbustivo, che non superano i 3-4 m di altezza.

Formano dense foreste sempreverdi o macchie arbustive e sono estremamente adattabili a vari tipi di ambiente, ai suoli poveri e sabbiosi così come a terreni umidi, per cui si prestano anche a essere coltivati. Gli eucalipti infatti sono stati introdotti in molte regioni del mondo a clima tropicale e subtropicale, in particolare nella regione mediterranea dove furono importati nella seconda metà del XVIII secolo.

Le maggiori coltivazioni di eucalipto si riscontrano in America latina (al primo posto è il Brasile, seguito da Uruguay e Cile); in Europa, le aree a eucalipto si concentrano in Portogallo e in Spagna. Di crescente rilevanza è la posizione di Sudafrica e Cina, e infine della stessa Australia. Dalle piante coltivate si ricava pasta di legno destinata alla produzione di carta, carbone vegetale, legna da ardere e da costruzione, fibra per la produzione di pannelli di compensato.

2. Caratteristiche

Gli eucalipti sono in gran parte caratterizzati da eterofillia, cioè dal cambiamento della forma delle foglie nel corso della crescita. Sulla stessa pianta si trovano quindi foglie giovani, di forma ovale, prive di picciolo e disposte a coppie opposte sui rami, e foglie adulte, di forma stretta e allungata, disposte in modo alternato sui rami e rivestite da una sostanza cerosa; spesso hanno ghiandole che producono sostanze oleose.

La corteccia ha aspetto irregolare e fornisce un elemento per la classificazione delle varie specie di eucalipti; può essere persistente o decidua. Nel fiore gli elementi del calice e della corolla sono fusi tra loro e formano una specie di struttura a coppa ricoperta da un opercolo (una sorta di cappuccio); all’interno si trovano gli organi riproduttivi maschili e femminili. La fioritura consiste nel distacco dell’opercolo e nella conseguente esposizione degli organi riproduttivi. I fiori sono raggruppati in infiorescenze a racemo. Il frutto è una capsula contenente numerosi semi e può avere forma varia, così come differenti modalità di apertura.

3. Specie rappresentative

La distinzione all’interno del genere Eucalyptus è spesso difficoltosa, perché specie differenti possono facilmente dare luogo a ibridi e i criteri su cui basare la classificazione possono essere molteplici. La forma dell’opercolo è ritenuta uno dei criteri più validi.

Tra le numerose specie si ricordano: E. grandis (E. camaldulensis), usato per formare barriere frangivento, perché cresce molto rapidamente (anche 3-5 m all’anno) raggiungendo i 35 m; E. cinerea, caratterizzato da fogliame con sfumature verdi-azzurre e medie dimensioni (6-15 m); E. macrocarpa, che offre una fioritura appariscente grazie ai numerosi (una ventina) e lunghi stami rossi che circondano il pistillo; E. leucoxylon, di sviluppo contenuto (8-13 m), che deve il suo nome al legno di colore biancastro visibile sulla parte superiore del tronco, dalla quale la corteccia si distacca.

1. L’angiosperma più alta

Tra i “giganti” si annovera E. viminalis, alto fino a 50 m, con foglie verde-grigio chiaro e scorza scura che si stacca, rivelando la corteccia sottostante biancastra; al primo posto è E. regnans, alto 95-100 m, con ramificazioni laterali che si distaccano dal tronco a 30 m dal suolo. Questa specie vive nelle pendici collinari più riparate e nelle gole invase dalla vegetazione, in Tasmania e nello stato australiano di Victoria, in zone a elevata piovosità. Si tratta dell’angiosperma più alta del mondo (va precisato che Sequoia wellingtonia, che detiene il primato assoluto, appartiene alle gimnosperme). L’esemplare di E. regnans chiamato “El Grande”, in Tasmania, fu ucciso da un incendio nel 2003: questa specie è infatti sensibile al fuoco che in alcuni habitat si sviluppa spontaneamente, svolgendo un ruolo importante nell’equilibrio ecologico.

2. Eucalyptus globulus

L’eucalipto noto come “albero della febbre” (Eucalyptus globulus), dalla corteccia liscia, lucida, che si stacca a placche o a strisce, è una delle specie più diffuse in Italia, ed è un grande albero di 45-50 m di altezza. È conosciuto soprattutto per gli oli essenziali (eucaliptolo), tannini, flavonoidi e altri composti che si estraggono dalle sue foglie e trovano impiego nella fitoterapia e nella produzione di farmaci per la loro azione balsamica e antisettica, espettorante e anticatarrale. Probabilmente furono proprio queste proprietà a promuovere la diffusione di questo eucalipto in Europa, verso la fine del XVIII secolo, dalle regioni d’origine. In Italia, in particolare, la specie fu ampiamente introdotta nelle zone paludose costiere flagellate dalla malaria: infatti, la crescita rapida dell’eucalipto permetteva di creare dense fasce boschive laddove vi erano paludi, prosciugandone le acque stagnanti e combattendo così la proliferazione del “morbo”. Agli inizi del XIX secolo, non essendo ancora stata scoperta la vera causa della malattia, si riteneva anche che il gradevole odore emanato dalle piante contribuisse a combattere la “mala aria”, che si pensava responsabile dell’epidemia.

Classificazione scientifica: Il genere Eucalyptus appartiene alla famiglia delle mirtacee, ordine mirtali, classe dicotiledoni, divisione angiosperme.