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| 2. | Conservazione del sangue |
Il sangue prelevato mediante donazione del sangue (circa 300 g) viene sottoposto a numerose analisi, che hanno in primo luogo la funzione di accertarne l’affidabilità (occorre essere certi che questo sangue non sia contaminato da agenti patogeni e non contenga sostanze particolari) e, in secondo luogo, quella di stabilirne il gruppo sanguigno e, in generale, di catalogare le diverse unità. Questi scrupolosi controlli rendono più sicura la prassi della trasfusione con unità di sangue provenienti da un'emoteca, rispetto a quella più antica di trasfondere il sangue direttamente dal donatore al ricevente.
| 1. | Le unità trasfusionali |
Un’unità trasfusionale di sangue intero depositata nell'emoteca consiste di una sacca di plastica contenente circa 450 ml di sangue, alla quale viene aggiunta una soluzione di conservante-anticoagulante (destrosio fosfocitrato con o senza adenina). Le sacche sono conservate a bassa temperatura e hanno una data di scadenza che deve essere scrupolosamente rispettata. Il sangue intero addizionato con destrosio fosfocitrato ha una durata di 3 settimane, quello contenente anche adenina di 5 settimane. Sebbene dopo questo periodo una percentuale di globuli rossi, compresa fra il 70 e l'80%, sia ancora vitale, altri componenti figurati del sangue (globuli bianchi e piastrine) non lo sono più e alcuni fattori della coagulazione (V e VII) presentano un livello di attività molto basso.
Nelle emoteche vengono immagazzinate non solo unità di sangue intero, peraltro oggi usate sempre meno (in genere solo in casi di emorragia acuta), ma anche i singoli costituenti ematici (globuli rossi variamente trattati; granulociti; piastrine; plasma; gammaglobuline; albumina; fattori plasmatici specifici, in particolare il fattore antiemofilico e il complesso protrombinico; ormoni). Ciascuno di tali componenti ematici può essere ottenuto sottoponendo il sangue intero a metodi di frazionamento chimico-fisici, e in tal modo può soddisfare particolari necessità di trasfusione.