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Età ellenistica
1. Introduzione

Età ellenistica Periodo compreso tra la morte di Alessandro Magno (323 a.C.) e l’affermazione della supremazia di Roma (battaglia di Azio, 31 a.C.), durante il quale la cultura greca divenne il comune denominatore dei popoli che abitavano il Mediterraneo e l’Asia Minore.

2. I grandi cambiamenti politici e socio-economici
1. I regni ellenistici

L’età ellenistica è caratterizzata da alcuni importanti fattori che trasformarono, anche in modo sostanziale, la cultura, l’economia, la società e le istituzioni politiche greche. Innanzitutto il sistema della polis con le sue strutture partecipative, che era stato alla base della vita politica dell’età classica, venne sostituito da una nuova forma di potere, la monarchia. Il mondo ellenistico fu infatti dominato da tre grandi dinastie che regnarono sui territori dell’impero di Alessandro, smembrato dai suoi successori, i diadochi: la dinastia dei Tolomei, in Egitto, che durò sino al 31 a.C. quando Ottaviano sconfisse Cleopatra nella battaglia di Azio; quella dei Seleucidi, in Siria, il cui regno – che inglobava l’Arabia e si estendeva sino ai confini dell’India) – andò progressivamente smembrandosi, finché Roma non lo annetté definitivamente al suo impero nel 64 a.C.; e quella degli Antigonidi, in Macedonia, il cui ultimo re, Perseo, venne sconfitto dai romani nel 168 a.C. Una quarta dinastia, quella degli Attalidi di Pergamo, si affermò nella seconda metà del III secolo a.C. e mantenne sempre una politica filoromana, tanto che il re Attalo III nel 133 a.C. lasciò il proprio regno in eredità allo stato romano.

2. L’organizzazione politica e amministrativa

Il sovrano ellenistico, che mostrava nei confronti del corpo civico un atteggiamento esteriore di filantropia e di benevolenza, esercitava in realtà un potere ereditario e assoluto; il cittadino, dunque, indipendentemente dalla sua condizione economica e sociale, non era più chiamato a esprimere il proprio parere attraverso le assemblee democratiche – che avevano contrassegnato l’età della polis – ma era semplicemente un suddito che doveva al re obbedienza e riconoscenza. Inoltre, il processo di divinizzazione del sovrano, iniziato con Alessandro Magno, divenne sempre più forte, tanto che si tradusse in un complicato cerimoniale di corte (che comprendeva, tra l’altro, la proskýnesis, ovvero la genuflessione davanti al re) e nella costruzione di monumenti celebrativi.

Assunse importanza, di conseguenza, anche la corte, sia come luogo di potere che di cultura, e grande rilievo ebbe parimenti la burocrazia, cui era concretamente affidata l’amministrazione dei grandi regni ellenistici. La classe dirigente fu in un primo tempo formata da greci, che costituivano anche la maggioranza dell’esercito e dell’amministrazione civile; successivamente anche esponenti locali vi accedettero, purché profondamente ellenizzati nei costumi e nella lingua: si formò dunque una classe dirigente che utilizzava il greco come lingua comune e risiedeva quasi unicamente nelle città. L’urbanesimo fu infatti una delle caratteristiche fondamentali dell’età ellenistica, e il fenomeno fu particolarmente intenso in Asia Minore, dove le agglomerazioni urbane contribuirono alla diffusione della cultura e del modo di vivere greci.

3. Le trasformazioni sociali ed economiche

Le nuove città, che spesso conservavano il nome del sovrano fondatore o che ne avesse promosso una ristrutturazione (ad esempio Seleucia, Tolemaide e, soprattutto, Alessandria e Antiochia, che con Pergamo furono le maggiori dell’epoca), furono talora edificate in conformità ai criteri urbanistici di Ippodamo di Mileto; grande importanza assunsero l’agorà (non più come spazio riservato alle assemblee ma luogo di incontro e di commercio abbellito con portici monumentali) e il ginnasio, cuore culturale della città.

Anche il commercio, l’industria e la finanza erano controllati dai greci. L’economia subì peraltro una radicale trasformazione: si intensificarono i commerci tra i vari stati e anche con le regioni orientali, da dove provenivano schiavi e generi di lusso (spezie, avori, stoffe, gioielli) destinati soprattutto alla corte e alle nuove classi dirigenti. Ciò contribuì all’affermazione della circolazione monetaria, che sostituì definitivamente il baratto. In agricoltura andò scomparendo la figura del piccolo-medio proprietario terriero, a favore dell’affermazione dei latifondi, di proprietà del sovrano o dei suoi dignitari, ove erano costretti a lavorare gli esponenti delle classi sociali più basse.

3. La vita culturale dell’età ellenistica

La trasformazione dei cittadini in sudditi e la coesistenza di genti diverse determinarono anche importanti mutamenti nella coscienza della popolazione, che ebbero ripercussioni nella vita culturale. Si diffuse infatti da un lato un ripiegamento verso il 'privato', ovvia conseguenza della distanza che si era creata tra la gente comune e la gestione degli affari pubblici; dall’altro si attenuò la diffidenza nei confronti della diversità etnica e culturale, che promosse un senso di cosmopolitismo per cui l’individuo non si riconosceva più come 'cittadino' di una città, ma del mondo (kósmos).

1. Le dottrine filosofiche

Conseguenza del ripiegamento verso il 'privato' fu l’affermazione di scuole filosofiche che avessero al centro il raggiungimento della sapienza e della felicità individuale, piuttosto che la riflessione politica. Le maggiori dottrine filosofiche cosiddette ellenistiche furono lo stoicismo e l’epicureismo. La prima predicava la vita secondo natura (permeata questa, come del resto l’uomo, da una razionalità divina detta lógos) per giungere alla saggezza, e la philanthropía (cioè 'amore per l’umanità'), per poter vivere felicemente insieme con gli altri. La seconda scuola filosofica, invece, poneva la sapienza e la felicità nel raggiungimento dell’atarassía, cioè l’imperturbabilità, conseguita attraverso un sofferto e solitario percorso individuale. Non mancarono però soluzioni filosofiche eclettiche, che videro la mescolanza di queste dottrine con altre (scetticismo, accademismo, cinismo), dando luogo a posizioni di difficile definizione.

Se Atene restò la capitale della filosofia, sotto i Tolomei, che utilizzarono le loro ricchezze per richiamare a corte poeti, eruditi, artisti e scienziati da ogni parte del mondo ellenistico, Alessandria divenne il maggiore centro economico, culturale e religioso di tutta l’età ellenistica. Vennero incoraggiate le discipline scientifiche presso nuovi istituti di insegnamento come la famosa biblioteca, dove si studiava filosofia, grammatica, metrica, lessicografia e critica letteraria; qui operarono, tra l’altro, i migliori poeti dell’epoca, cioè Teocrito, Callimaco e Apollonio Rodio.

2. Le arti

L’arte figurativa subì un processo di trasformazione delle sue forme espressive. Il gusto imperante in età ellenistica nella scultura e nella pittura vascolare si sottrasse infatti ai canoni di armonia ed equilibrio che avevano caratterizzato l’arte greca di epoca classica. L’arte non rifiutava più la rappresentazione della disarmonia, del movimento, di una realtà, insomma, mutevole e spesso irrazionale; alcuni capolavori dell’arte ellenistica, come il gruppo statuario del Laocoonte, la Nike di Samotracia, o il fregio della Gigantomachia posto a ornamento dell’altare che Eumene II fece erigere a Pergamo, testimoniano concretamente questa tendenza.

3. Le scienze

Numerosi furono i progressi raggiunti in età ellenistica nelle scienze, anche se non sempre ne conseguirono adeguate applicazioni tecnologiche. Fu questa l’epoca dei matematici Euclide, Archimede, Apollonio Pergeo, Erone di Alessandria, dei geografi e astronomi Eratostene, Aristarco di Samo, Tolomeo, Ipparco di Nicea, delle scuole di medicina annesse ai santuari di Kos, Epidauro e Pergamo.

4. Le credenze religiose

La religione dell’età ellenistica fu caratterizzata da forme di sincretismo, in cui convissero divinità greche e divinità di origine orientale e che si tradussero, ad esempio, nell’identificazione della dea egiziana Iside con la divinità ellenica Demetra. La Bibbia venne tradotta in greco ad Alessandria: fu così che il Nuovo Testamento si diffuse in tutta la koinè mediterranea.

Con il declino delle monarchie ellenistiche nel II e I secolo a.C., si assistette all’espansione di Roma verso la Grecia e il Medio Oriente. In tal modo la cultura ellenistica – che costituì una componente fondamentale della civiltà romana – continuò a permeare per secoli le forme della cultura del mondo occidentale.