Esplorazioni geografiche
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Esplorazioni geografiche
2. Le esplorazioni nell’antichità

Le prime esplorazioni risalgono all’epoca degli stessi insediamenti umani sulla Terra, in epoche preistoriche remote. Gli uomini di quei tempi occuparono i luoghi più ospitali del pianeta, coprendo enormi distanze in condizioni difficili. Dalle regioni dell’Africa orientale, probabilmente culla delle prime forme di insediamenti collettivi, flussi migratori si mossero lungo varie direttrici, stabilendosi, ad esempio, nelle fertili valli del Nilo e della Mesopotamia; da qui proseguirono verso nord, giungendo in Europa e persino in Siberia.

La colonizzazione dell’America avvenne nel corso di successive glaciazioni, che consentirono le migrazioni attraverso il ponte di ghiaccio formatosi tra la Siberia e l’Alaska. Non c’è regione del pianeta adatta all’occupazione umana che non sia stata popolata, o semplicemente attraversata, fin dai primordi. I polinesiani navigarono fino alle più remote isole del Pacifico raggiungendo anche l’isola di Pasqua, che dista migliaia di chilometri dalla terra più vicina.

Ciò che distingue gli esploratori tra loro è la testimonianza scritta delle loro scoperte. Essi sono stati spesso considerati come coloro che colmano i vuoti sulle carte geografiche, o più correttamente, i vuoti di conoscenza nelle proprie comunità di origine. Le mappe più semplici furono prodotte fin dai primordi dell’umanità, ma fu soltanto con il padre della geografia moderna, Tolomeo, che furono poste le basi della cartografia: a lui infatti si devono le convenzioni che permisero di rappresentare i caratteri di un corpo sferico su un foglio piano.

I primi esploratori non lasciarono alcuna registrazione scritta delle loro scoperte e, per avere un’idea dei loro movimenti, siamo costretti ad affidarci ai ritrovamenti archeologici. I geroglifici egiziani danno però testimonianza di una spedizione avvenuta intorno al 3000 a.C. nella Terra di Punt (probabilmente la costa dell’Eritrea o della Somalia).

I fenici (vedi Esplorazioni fenicie), e più tardi i greci (vedi Colonizzazione greca), esplorarono per ragioni commerciali il Mediterraneo a bordo delle loro imbarcazioni. Pitèa di Marsiglia, navigatore e geografo del IV secolo a.C., passò lo stretto di Gibilterra, effettuò la prima circumnavigazione delle Isole Britanniche e riuscì a raggiungere le Orcadi, l’Islanda e la Groenlandia.