Esplorazioni geografiche
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Esplorazioni geografiche
3. L’epoca medievale

Durante il Medioevo, nell’Occidente cristiano si riteneva che Gerusalemme fosse il centro dell’universo e le conoscenze degli antichi geografi furono pertanto messe al bando. Nonostante marinai e navigatori europei continuassero a spingersi anche al di fuori del Mediterraneo (vedi Esplorazioni vichinghe), furono i commercianti cinesi e arabi a dare i contributi più importanti dell’epoca all’attività esplorativa, mettendo in luce le loro raffinate arti cartografiche.

Il grande viaggiatore veneziano del XIII secolo Marco Polo fece uso delle vie commerciali arabe e cinesi, sia terrestri che marine, per compiere l’affascinante e avventuroso viaggio che lo portò nei domini del grande imperatore mongolo Kublai Khan, mentre l’arabo Ibn Battuta, un secolo più tardi, ricorse ai sambuchi (barche a vela latina) dei commercianti arabi per visitare l’India e numerosi altri luoghi dell’oceano Indiano. Per dimostrare la potenza del suo impero il cinese Cheng Ho capitanò sette grandi spedizioni che, tra il 1405 e il 1434, lo portarono a visitare tutti i maggiori porti del mar della Cina e dell’oceano Indiano.