| Carlo V d’Asburgo | Articolo | ||||
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| 4. | La difesa del cattolicesimo |
| 1. | La minaccia ottomana |
Al termine della guerra contro i francesi, Carlo tornò a occuparsi della rivolta religiosa in Germania, tentando al contempo di prevenire l’avanzata in Europa dei turchi ottomani, che controllavano la penisola balcanica e che, nel 1526, sotto Solimano I, invasero l’Ungheria.
Tre anni più tardi i turchi arrivarono a Vienna; nel 1535 l’ammiraglio genovese Andrea Doria, al servizio di Carlo V, condusse una spedizione in Africa, sconfiggendo l’armata turca a Tunisi e liberando circa 20.000 schiavi cristiani. Nel 1538 Carlo formò un’alleanza antiturca con il papa Paolo III e la Repubblica di Venezia, che non portò tuttavia ad alcun successo militare e si risolse in un accordo per una tregua di cinque anni. Vedi anche Guerre asburgo-ottomane.
| 2. | La lotta contro il protestantesimo |
La situazione religiosa all’interno dell’impero era intanto divenuta sempre più delicata: minacciato continuamente da guerre di confine, Carlo non poteva permettersi di rischiare una sollevazione armata dei protestanti nei suoi domini, e cercò, per quanto possibile, di non inasprire le tensioni già esistenti. Approfittando del clima di incertezza, numerosi principi tedeschi tentarono di ottenere l’autonomia per i loro stati, e nel 1524 scoppiò anche una violenta rivolta contadina (vedi Guerra dei contadini).
Nel 1530, poco dopo l’incoronazione imperiale, Carlo convocò una Dieta ad Augusta per discutere dei problemi religiosi: numerosi principi si dichiararono sostenitori della confessione di Augusta, la nuova fede basata sulle tesi luterane, che l’imperatore giudicò totalmente inaccettabile; per l’impossibilità di raggiungere un compromesso, nel 1531 i principi si unirono nella lega di Smalcalda. I disordini interni e il protrarsi della guerra contro i turchi costrinsero Carlo ad abbandonare momentaneamente la lotta contro i protestanti e a firmare la pace di Norimberga del 1532, con la quale concesse loro alcune libertà.
La soluzione del dissidio religioso fu demandata a un Concilio, indetto da Paolo III, che si sarebbe tenuto a Trento a partire dal 1545.