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Dichiarazione universale dei diritti umani

Dichiarazione universale dei diritti umani Risoluzione adottata all’unanimità nel 1948 dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) per promuovere il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali in ambito civile, politico, economico, sociale e culturale, con il solo limite rappresentato dai diritti e dalle libertà altrui e dal benessere comune.

Tra i diritti citati dalla dichiarazione vi sono quello alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona; alla tutela da arresto arbitrario e a un equo processo; alla presunzione d’innocenza, alla libertà da interferenza nelle comunicazioni, alla libertà di movimento; si parla di diritto all’asilo e di diritto al possesso effettivo della proprietà; di diritto alla libertà di pensiero, di religione, di opinione e di espressione, di associazione e di partecipazione al governo; di diritto alla sicurezza sociale, al lavoro e al riposo, all’istruzione e alla partecipazione sociale. La Dichiarazione fu concepita come parte di una futura carta internazionale dei diritti e la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani propose di incorporarne i principi in trattati internazionali vincolanti per gli stati membri.

L’Assemblea generale promosse nel 1955 due patti sui diritti umani, uno in materia civile e politica e un altro in ambito economico e sociale, ratificati dagli stati con molti indugi ed entrati in vigore solo nel 1976.