Manoscritto miniato
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Manoscritto miniato
3. Le origini: i papiri egizi

L'illustrazione dei manoscritti, presupposto per lo sviluppo della miniatura, ebbe inizio nel II millennio a.C.: a quell'epoca risalgono le prime versioni su papiro dell’antico formulario religioso egizio noto come Libro dei Morti, arricchite di vignette e immagini. I committenti erano la corte, la nobiltà, i sacerdoti e i funzionari reali. Si illustravano più frequentemente alcune scene, corrispondenti a momenti importanti del rituale funerario: la processione, la mummificazione, la pesatura dell'anima, l'ingresso nei campi celesti e la presentazione a Osiride. Tra gli esemplari più belli vi è il papiro di Ani (1570 ca. a.C., British Museum, Londra). Dopo il XII secolo quest'arte declinò, ma esemplari del Libro dei Morti continuarono a essere prodotti fino all'epoca ellenistica.

Si ritiene che gli scribi di Alessandria, nel copiare i manoscritti per la grande biblioteca di quella città, si ispirassero alla letteratura illustrata egizia anche per i testi letterari e scientifici greci: di questi volumi si sono conservati solo frammenti, databili generalmente ai primi secoli d.C. Tuttavia, poiché alcuni temi della letteratura classica compaiono spesso sia nei mosaici sia negli affreschi ellenistici e romani, è possibile che siano esistiti rotoli illustrati, utilizzati come repertori iconografici o modelli per la pittura e la scultura, così come per i successivi manoscritti miniati bizantini ed europei.