Iraq
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Iraq
2. Territorio

Il territorio del paese può essere diviso in tre regioni fisiche. La sezione settentrionale e nordorientale, propaggine della catena dei monti Zagros, è montuosa e ospita il Keli Haji Ibrahim (3.607 m), il picco più elevato dell’Iraq; la zona nordoccidentale è occupata dalla cosiddetta Al-Jazira (“l’Isola”), una vasta pianura di origine sedimentaria che, più a sud, lascia il posto al bassopiano alluvionale formato dalle valli dei fiumi Tigri ed Eufrate, con terreni ricchi di humus e argilla; l’estrema porzione sudorientale, bagnata dal golfo Persico, presso il confine iraniano, è piatta e paludosa, mentre a ovest dell’Eufrate i rilievi si innalzano gradualmente fino al livello del deserto siriano.

L’odierno Iraq occupa gran parte del territorio dell’antica Mesopotamia, la pianura che si estende tra i fiumi Tigri ed Eufrate, un tempo collegati tra loro da una rete di canali di irrigazione. L’idrografia del paese è del tutto dominata dai bacini di questi due fiumi che, attraversandolo da nord-ovest a sud-est, si uniscono circa 160 km a nord del golfo Persico formando lo Shatt al-Arab, che sfocia nel golfo stesso. I principali tributari del Tigri sono il Piccolo e il Grande Zab e il Diala.

1. Clima

La maggior parte del paese ha un clima continentale caratterizzato da inverni miti ed estati calde e da marcate escursioni termiche. La temperatura media in gennaio a Baghdad è di 9,4 °C, mentre nei mesi di luglio e agosto si attesta intorno ai 33 °C. A sud, nell’area presso il golfo Persico, sono state registrate alcune delle temperature più elevate del mondo, unite a un alto tasso di umidità. Le regioni maggiormente piovose si trovano nelle alteterre nordorientali, mentre più a sud raggiungono una media di 150 mm all’anno. Nelle aree desertiche prevalgono condizioni di estrema aridità.

2. Flora e fauna

La vegetazione dell’Iraq è limitata alle palme da dattero che crescono lungo i fiumi e i canali di irrigazione. La fauna selvatica include la gazzella, l’antilope, il leone, la iena, il lupo, lo sciacallo, il cinghiale e piccoli roditori, mentre per quanto riguarda l’avifauna si citano numerosi rapaci (tra i quali l’avvoltoio, la poiana, il gufo, il falco) oltre all’anatra, all’oca e alla pernice. Diffuse sono anche varie specie di rettili.

3. Problemi e tutela dell’ambiente

Tre guerre devastanti e anni di isolamento economico hanno prodotto gravi danni anche all’ambiente dell’Iraq. La guerra Iran–Iraq (1980-1988), la guerra del Golfo (1991) e l’ultima offensiva militare del 2003 che ha portato alla caduta del regime di Saddam Hussein hanno pesantemente compromesso l’habitat faunistico e inquinato il suolo e l’acqua. In questo clima sono state sostanzialmente trascurate le iniziative di conservazione ambientale.

Durante la guerra del Golfo, sono andate distrutte gran parte delle infrastrutture del paese, comprese le attrezzature impiegate nell’industria petrolifera. Sebbene, dopo la fine della guerra, siano stati ripristinati numerosi pozzi petroliferi e raffinerie, questi non sono stati dotati delle attrezzature necessarie per trattare in maniera sicura i sottoprodotti tossici della raffinazione: i rifiuti pericolosi sono stati rilasciati nell’aria o gettati nei pozzi esauriti. La situazione è ulteriormente peggiorata dopo la guerra del 2003 e la successiva lunga fase di violenze che ne è seguita.

L’ONU stima che in Iraq siano tuttora sepolte 10 milioni di mine terrestri. Le mine rappresentano una minaccia continua per la popolazione umana e animale del paese.

La produttività del terreno coltivabile dell’Iraq è in calo a causa della salinizzazione del suolo, provocata da un drenaggio insufficiente e dalle pratiche di irrigazione per saturazione. L’8,1% (2003) dell'Iraq è irrigato sufficientemente e il 13,1% (2003) del territorio è coltivabile. I progetti governativi di regolamentazione delle acque hanno distrutto gli habitat delle zone umide nell’Iraq orientale, deviando o inaridendo corsi d’acqua affluenti che in precedenza irrigavano queste zone.

Il paese ha aderito alla Convenzione sui World Heritage Site (Siti patrimonio dell’umanità); due sono i siti iscritti, le antiche città di Hatra (dal 1985) e di Ashur (dal 2003). L’Iraq ha ratificato la Convenzione sul Diritto del mare e un accordo sull’abolizione dei test nucleari.