| Trova nell'articolo | Claudio, Tiberio Druso Nerone Germanico | Articolo |
| 1. | Introduzione |
Claudio, Tiberio Druso Nerone Germanico (Lione 10 a.C. - Roma 54 d.C.), imperatore romano (41-54 d.C.) appartenente alla gens Giulio-Claudia. Claudio era figlio di Druso Maggiore, fratello minore del futuro imperatore Tiberio, e di Antonia Minore. Solo a 47 anni diventò console, durante il regno del nipote Caligola: fino ad allora, nonostante la nobiltà dei suoi natali, era rimasto al di fuori della vita politica, sia per motivi caratteriali sia perché più propenso a dedicarsi a interessi retorici e letterari. Ucciso Caligola in una congiura di pretoriani, nel 41 d.C. Claudio fu dagli stessi pretoriani acclamato imperatore, nonostante il senato mirasse a una restaurazione repubblicana.
| 2. | L’esercizio del potere |
Claudio mostrò subito un atteggiamento più conciliante nei confronti del senato rispetto al suo predecessore; questo tuttavia non impedì che, durante il suo regno, l’aristocrazia senatoria continuasse a perdere potere decisionale. Claudio costruì una complessa macchina burocratica per la gestione amministrativa dello stato, a capo della quale però non pose magistrati romani, ma fidati liberti della casa imperiale: celebri, per la loro grande influenza presso l’imperatore furono, tra gli altri, Narciso e Pallante.
Abile amministratore degli affari civili e militari, egli annetté all’impero la Britannia, la Mauretania, la Giudea e la Tracia, che diventarono province romane. Allo stesso modo concepì la necessità di forme controllate di allargamento della cittadinanza romana, fatto che consentì ad alcuni provinciali di ascendere anche a ruoli-chiave dell’amministrazione. Promosse anche importanti opere pubbliche, come la costruzione di un nuovo acquedotto, la bonifica della regione del Fucino, l’ampliamento del porto di Ostia.
| 3. | La vita privata |
Claudio ebbe quattro mogli, due delle quali, Messalina e Agrippina Minore, su di lui molto influenti; la terza moglie, Messalina, venne fatta giustiziare nel 48 d.C. perché sospettata di attentare alla vita del principe; la quarta moglie, Agrippina, lo persuase ad adottare e destinare alla successione il figlio di lei, il futuro imperatore Nerone: il fatto suscitò la disapprovazione generale, perché Britannico, il legittimo figlio di Claudio e Messalina, venne così privato del diritto al trono. Claudio morì nel 54 d.C., quasi certamente avvelenato dalla stessa Agrippina, e venne successivamente divinizzato dal senato. Ci resta però anche una salace satira della sua deificazione, e cioè l’Apocolocyntosis di Seneca, che immagina il principe defunto trasformato in zucca per opera degli dei.
Gli storici antichi, a cominciare da Tacito, screditarono la figura di Claudio, presentandocelo come uomo indeciso, in balìa dei liberti e delle mogli; gli studiosi contemporanei propendono invece per una sua rivalutazione, soprattutto in quanto abile uomo di stato e attento amministratore.