| Claudio, Tiberio Druso Nerone Germanico | Articolo | ||||
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| 2. | L’esercizio del potere |
Claudio mostrò subito un atteggiamento più conciliante nei confronti del senato rispetto al suo predecessore; questo tuttavia non impedì che, durante il suo regno, l’aristocrazia senatoria continuasse a perdere potere decisionale. Claudio costruì una complessa macchina burocratica per la gestione amministrativa dello stato, a capo della quale però non pose magistrati romani, ma fidati liberti della casa imperiale: celebri, per la loro grande influenza presso l’imperatore furono, tra gli altri, Narciso e Pallante.
Abile amministratore degli affari civili e militari, egli annetté all’impero la Britannia, la Mauretania, la Giudea e la Tracia, che diventarono province romane. Allo stesso modo concepì la necessità di forme controllate di allargamento della cittadinanza romana, fatto che consentì ad alcuni provinciali di ascendere anche a ruoli-chiave dell’amministrazione. Promosse anche importanti opere pubbliche, come la costruzione di un nuovo acquedotto, la bonifica della regione del Fucino, l’ampliamento del porto di Ostia.