Monopolio
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Monopolio
2. Cenni storici

La tendenza a sfruttare la disponibilità esclusiva di determinate risorse per creare una situazione di monopolio è antica quanto l'uomo. Basta pensare alle miniere di sale o di certi metalli, di cui alcuni sovrani dell'antichità controllavano la proprietà e i commerci, alla proibizione di divulgare il segreto della preparazione della ceramica in vigore in Cina, al controllo sulla produzione e sui prezzi instaurato dalle gilde, le corporazioni delle varie attività artigiane, durante l'età medievale, al controllo sul commercio del tabacco introdotto degli stati europei subito dopo la scoperta dell'America; o ancora, ai monopoli commerciali concessi dal governo britannico alla Compagnia delle Indie Orientali, che indussero il Parlamento inglese a votare nel 1624 una legge, detta Statute of Monopolies, per limitare la libertà del sovrano nel concedere monopoli a privati, con conseguenti danni al libero commercio.

Sul finire del XVIII secolo le norme contro i monopoli si moltiplicarono, in particolare negli Stati Uniti d'America, anche per favorire l'espansione dei traffici internazionali e il consolidarsi dell'attività artigianale e delle prime industrie, sulla base delle teorie economiche liberali di Adam Smith.

Il pericolo di un monopolio si accentuò alla metà del XIX secolo con la formazione di grandi complessi industriali in grado di controllare le materie prime, i trasporti ferroviari e navali, i cicli produttivi nei vari stabilimenti. L'esempio più clamoroso fu quello della Standard Oil creata da John D. Rockefeller negli Stati Uniti d'America; si trattò di uno dei primi casi concreti di trust, una finanziaria che controllava il pacchetto azionario di innumerevoli aziende collegate. Contro il rischio di monopolio rappresentato da queste concentrazioni il 2 luglio 1890 fu approvato lo Sherman Act, prima di una serie di leggi miranti a garantire la libera concorrenza cui si ispirano le moderne legislazioni antitrust.