| Osteoporosi | Articolo | ||||
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| 4. | Prevenzione e terapia |
Per valutare il grado di osteoporosi, è possibile sottoporre i pazienti alla mineralometria ossea computerizzata (MOC), chiamata anche densitometria ossea. La prevenzione dell'osteoporosi, ed eventualmente il suo trattamento qualora la malattia fosse già in atto, viene affrontata con misure di diverso tipo. La terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni si prescrive alle donne dopo la menopausa, insieme all'assunzione di circa 1 g al giorno di calcio e di quantità sufficienti di vitamina D. Secondo alcuni studi, una terapia ormonale sostitutiva protratta per almeno 5 anni rappresenta un importante fattore di prevenzione delle fratture (si calcola una riduzione del numero di fratture del 50%), anche se non permette di ripristinare la densità ossea già perduta. Negli uomini colpiti da osteoporosi senile viene invece prescritto il testosterone.
L’osteoporosi da utilizzo di corticosteroidi può essere contrastata mediante l’assunzione di calcio e sostanze anabolizzanti. I dolori alla schiena possono venire alleviati con l’impiego di corsetti ortopedici che aiutano il mantenimento della corretta postura della colonna vertebrale. Un altro possibile trattamento in grado di ridurre l'erosione progressiva delle ossa è a base dell’ormone calcitonina.
Nuove possibili terapie si prospettano considerando i risultati di recenti studi. Un team del Massachusetts General Hospital di Boston ha dimostrato una significativa diminuzione del numero di fratture in un gruppo di pazienti donne in menopausa, a seguito dell’assunzione di dosi giornaliere di paratormone; questo ormone è normalmente secreto dalle ghiandole paratiroidi e ha un ruolo nel metabolismo del calcio e del fosforo. La somministrazione dell’ormone ha determinato l’aumento della densità del tessuto osseo e la stimolazione del processo osteogenetico. Altri gruppi di ricercatori hanno invece sperimentato una terapia a base di statine, farmaci che, solitamente impiegati per ridurre i livelli di colesterolo nel sangue, hanno manifestato un’attività osteogenetica, incrementando la funzione degli osteoblasti e lo spessore del tessuto osseo compatto.