| Dio | Articolo | ||||
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| 4. | Le religioni orientali |
Malgrado le differenze, le concezioni di Dio riscontrabili in ebraismo, cristianesimo e Islam presentano elementi comuni; le grandi religioni asiatiche, invece, appartengono a un universo culturale assai diverso. Perfino l’uso della parola “Dio” nel contesto delle religioni asiatiche può essere fuorviante, poiché comporta generalmente la connotazione di personalità, mentre potrebbe risultare più pregnante la categoria del “Sacro”, che include sia l’idea di un Dio personale sia quella di un assoluto impersonale o sovrapersonale.
| 1. | Induismo |
Nell’induismo il Sacro può essere inteso in vari modi. Filosoficamente è inteso come brahman, l’unica realtà eterna, assoluta, che pervade totalmente l’esistente, così che il mondo del mutamento è solo apparenza superficiale (maya). Nella religione popolare vengono riconosciuti numerosi dei, ma, per la speculazione filosofica, essi sono manifestazioni del brahman, ciascuna delle quali possiede funzioni proprie. I tre dei principali, con il compito rispettivamente di creare, conservare e distruggere, sono uniti nella Trimurti, o “tre potenze”. In senso stretto il dio creatore non crea nel senso ebraico-cristiano perché il mondo è eterno ed egli è semplicemente il dio esistito da sempre. Nell’induismo della bhakti, la via della devozione personale, Dio è concepito come persona.
| 2. | Buddhismo e religione cinese |
Si afferma talvolta che il buddhismo sia ateo, ma non è così: gli dei sono reali, ma non sono la realtà ultima; lo è il Sacro, l’ordine cosmico impersonale. Nel buddhismo Mahayana di Cina e Giappone il Buddha stesso è concepito anche come essere divino.
Nelle religioni cinesi autoctone, il politeismo dei culti popolari si modificò a contatto con le tradizioni filosofiche sviluppate dall’élite intellettuale. Anche in queste filosofie il Sacro supremo pare essere stato concepito come ordine impersonale. Nel taoismo esso è il ritmo dell’universo; nel confucianesimo è la legge morale del cielo.