Dio
Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File.
Dio
2. Ebraismo, cristianesimo e Islam

Nell’ebraismo, nel cristianesimo e nell’Islam, le tre grandi religioni monoteiste, Dio, o Jahvé, o Allah, è concepito in termini di trascendenza, personalità e unità.

1. L’idea ebraica di Dio

Per Israele la fede in Dio nasce anzitutto come esperienza degli interventi di salvezza di un Dio liberatore. Jahvé (che significa “Io sono colui che fa essere”) è colui che sceglie un popolo prediletto, Israele, con cui sigillare la sua alleanza. Questo Dio è sperimentato come unico, trascendente e santo; il suo comandamento è “non avrai altro Dio all’infuori di me”. La sua sovranità è così grande, che il signore della storia è riconosciuto anche come il creatore del mondo. Egli è il Signore di tutta la Terra. Ciò motiva il rifiuto ebraico nei confronti dell’idolatria: nessuna creatura può rappresentare il Creatore ed è dunque proibito farsene un’immagine materiale. Ma l’uomo è creato a immagine di Dio e ne è il rappresentante nei confronti del creato. Questo Dio è vicino al suo popolo; alcune immagini lo mostrano che promette e minaccia, adirato e persino geloso, ma i suoi attributi specifici sono giustizia, misericordia, verità e fedeltà. È rappresentato come re, giudice, pastore, alleato del suo popolo, padre, sposo, difensore dei deboli.

2. Il Dio cristiano

La medesima fede nel Dio della promessa e della salvezza caratterizza l’evangelo (la lieta notizia) di Gesù: egli annuncia il Padre che salva e perdona l’uomo.

Dio si è fatto così vicino agli uomini da mandare sulla terra suo Figlio, Gesù di Nazareth, il Cristo. L’incarnazione del Verbo è la novità inaudita della fede cristiana: il Dio ineffabile e trascendente nel Figlio si è fatto uomo, ha sofferto ed è morto per amore dell’uomo. Dio è amore (Giovanni 1:4-8) e la stessa vita intima di Dio è amore: lo Spirito Santo è il dono che consente all’uomo di partecipare a questa vita intima di Dio e di divenirne Figlio.

La dottrina della Trinità, già presente nel Nuovo Testamento, venne ampiamente elaborata nel IV secolo. Il Dio dell’Antico Testamento è per i cristiani il Padre, nome con cui lo aveva chiamato Gesù, e che è utilizzato per sottolineare il suo amore per gli uomini piuttosto che la sua potenza. Gesù stesso, riconosciuto come il Cristo, è indicato come Figlio incarnato o Verbo (Logos), manifestazione concreta di Dio nel finito. Entrambe le espressioni, Figlio e Verbo, implicano la distinzione dal Padre, ma anche l’essere “della stessa sostanza” (in greco homooúsios). Lo Spirito Santo, che secondo la Chiesa cattolica procede dal Padre e dal Figlio, mentre per la Chiesa orientale procede solo dal Padre (è l’argomento della controversia del Filioque), è amorevole presenza di Dio nella creazione.

3. Islam

Il nome Allah significa “il Dio”: egli è personale, trascendente e unico ed è vietato rappresentarlo in qualsiasi forma di creatura. La prima norma di fede è: “Non c’è dio all’infuori di Allah e Maometto è il suo profeta”. Allah ha sette attributi fondamentali: vita, conoscenza, potenza, volontà, udito, vista e parola, di cui gli ultimi tre non devono essere intesi in senso antropomorfico. La sua volontà è assoluta e tutto quel che accade nel mondo dipende da lui.