Fluoro
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Fluoro
4. Usi

L’elevata tossicità del fluoro per gli organismi animali e vegetali ne sconsiglia l’uso come tale, ma piuttosto in forma di composti. Sono numerosissimi i composti del fluoro utilizzati nell’industria.

I fluosilicati, sali dell'anione [SiF6]2-, sono usati come antisettici e insetticidi; servono anche per rendere inattacabili i materiali da costruzione, per indurire gessi e opacizzare smalti.

A basse concentrazioni i fluoruri svolgono un ruolo essenziale nella prevenzione dalla carie dentaria e sono quindi costituenti essenziali di dentifrici e collutori.

I fluorocarburi (idrocarburi fluorurati) rappresentano una classe di composti del fluoro fra più diffusi nelle applicazioni industriali: sono costituiti da un idrocarburo in cui uno o più atomi di idrogeno sono stati sostituiti con atomi di fluoro (CnF2n+2). Sono sostanze di elevata inerzia chimica, che, a seconda del peso molecolare, hanno consistenza liquida, e vengono impiegati come liquidi refrigeranti, oppure densa e viscosa, e sono utilizzati come lubrificanti. Quando nella catena molecolare, oltre al fluoro, è presente anche il cloro, la sostanza viene classificata come clorofluorocarburo.

Il teflon® (politetrafluoroetilene, n(F2C = CF2) ) è un tipico fluorocarburo, un polimero fluorurato molto resistente, altamente isolante e stabile chimicamente, che deve le sue proprietà proprio agli atomi di fluoro che, con la loro struttura elettronica completa, schermano gli atomi di carbonio dagli attacchi chimici. Viene largamente impiegato nell'industria automobilistica e come rivestimento antiaderente negli utensili da cucina per ridurre l'impiego di grassi nella cottura dei cibi.

Il freon 12 (CF2Cl2) è invece un clorofluorocarburo: il numero 12 usato nella sua classificazione serve a ottenere il rapporto fra atomi di carbonio, idrogeno e fluoro nella molecola. Sommando infatti 12 a 90 (un numero costante) si ottiene 102, che indica appunto la presenza di 1C, 0H e 2F nella molecola di freon. I clorofluoroidrocarburi sono liquidi e gas inodori, ininfiammabili e non tossici, usati come propellenti nei prodotti spray o come fluidi refrigeranti. Nel 1974 alcuni scienziati ipotizzarono che questi composti, assorbendo le radiazioni ultraviolette, una volta raggiunta la stratosfera distruggessero parte dello strato d'ozono che circonda la Terra. A seguito della conferma di questa ipotesi, dalla fine degli anni Ottanta la loro produzione e il loro impiego sono stati progressivamente ridotti.

Gli idrocarburi perfluorurati derivati dal petrolio sono utilizzati come oli lubrificanti molto stabili.

L'esafluoruro di uranio, unico composto volatile di questo elemento, viene impiegato nel processo di diffusione gassosa che porta alla separazione degli isotopi di uranio e alla produzione del combustibile per i reattori delle centrali nucleari.