| Vangelo | Articolo | ||||
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| 1. | Introduzione |
Vangelo Termine derivato dal greco euanghélion (“buona notizia”, “lieto annuncio”), che originariamente indicava il contenuto essenziale della predicazione di Gesù di Nazareth e poi della prima comunità cristiana (vedi Chiesa): il Regno di Dio è giunto, precisamente, nelle parole, nella morte e resurrezione di Gesù. Solo più tardi il termine venne a indicare la redazione letteraria della buona novella apostolica.
In questo senso il Vangelo appare una creazione letteraria cristiana, un genere che, diverso da quelli conosciuti nella letteratura ellenistico-romana dell'epoca, intendeva raggiungere il cuore dell'esperienza di Gesù e dei suoi discepoli. Anche se inquadrati in una cornice storica e biografica, i Vangeli restano espressione della fede in Gesù: fede non mitica, ma che nemmeno si cura di puntualizzare storicamente i fatti secondo un criterio che potrebbe piuttosto essere il nostro.
Sono quattro i Vangeli accettati come autentici dalla Chiesa e pertanto detti “canonici”: costituiscono le quattro complementari versioni della vita e degli insegnamenti di Gesù e inaugurano il Nuovo Testamento. Vennero stilati in greco e gli autori attinsero a varie fonti orali o scritte che contenevano molti elementi degli insegnamenti orali di Gesù. Molto diffusi nei primi secoli dell'era cristiana, ma non accolti dalla Chiesa, sono i cosiddetti “Vangeli arabi dell'infanzia di Gesù” (vedi Apocrifi del Nuovo Testamento).