| Adattamento | Articolo | ||||
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| 2. | Adattamento fisiologico |
L'adattamento dei singoli individui alle variazioni ambientali, all'interno del loro ciclo vitale, comprende i fenomeni di omeostasi, mediante i quali gli organismi, detti regolatori, rispondono alle modificazioni esterne: essi possono attivare sistemi di controllo che mantengono comunque costanti uno o più parametri corporei (temperatura, concentrazione di ioni, pressione osmotica dei liquidi ecc.), con un meccanismo di omeostasi diretta; oppure possono variare un parametro in dipendenza dalle variazioni esterne ma riportare su valori di normalità altri parametri corporei che da quello dipendono (ad esempio, modificando la temperatura corporea al variare di quella esterna, ma mantenendo sui valori iniziali le velocità delle reazioni metaboliche e dei fenomeni di trasporto delle sostanze, parametri che dipendono dalla temperatura), meccanismo che prende il nome di omeostasi indiretta.
La capacità di adattamento degli organismi si esprime anche mediante la modificazione del cosiddetto intervallo di resistenza. Ciascun organismo, infatti, per le sue caratteristiche tipiche della specie, può tollerare, per ciascun parametro esterno (come quantità di luce, concentrazione, temperatura, disponibilità di ossigeno) solo certi valori (che definiscono l'intervallo di resistenza), al di sotto o al di sopra dei quali esso non riesce a sopravvivere. Ad esempio, le pozze d'acqua marina che si formano nelle cavità delle scogliere, a causa dell'evaporazione dell'acqua, diventano in breve tempo molto più concentrate dell'acqua di mare e molti degli organismi che vi finiscono, trasportati dalle onde, non riescono a sopravvivere perché non tollerano una presenza di sali che può essere assai maggiore di quella delle acque marine. Se però la variazione delle condizioni ambientali avviene in modo graduale, gli organismi possono adattarsi e aumentare la loro possibilità di sopravvivenza anche quando i fattori esterni superano i valori del loro intervallo di resistenza. Alla base di questo adattamento è l'adattamento enzimatico, ossia la capacità della cellula di produrre enzimi che possono funzionare anche nei valori estremi del parametro considerato. Gli organismi più capaci di adattarsi in tal senso sono quelli regolatori, che mantenendo costante per omeostasi il loro ambiente interno, possono sopportare meglio variazioni ambientali anche ampie. Tali organismi vengono indicati con il prefisso euri- (ad esempio, euritermi sono gli organismi che sopportano ampi cambiamenti della temperatura esterna). In contrapposizione, sono detti pecilo- gli organismi incapaci di omeostasi (conformi) che sopportano intervalli dei parametri ambientali più ristretti (ad esempio, sono pecilotermi gli organismi che tollerano piccole variazioni della temperatura esterna). Vedi anche Acclimatazione.