Medicina
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Medicina
11. La medicina araba

Nel VII secolo una vasta parte del mondo orientale venne invasa dai conquistatori arabi. In Persia gli arabi appresero la medicina greca nelle scuole dei cristiani nestoriani, membri di una setta in esilio dall’impero bizantino. Tali scuole avevano conservato molti testi andati perduti nella distruzione della biblioteca di Alessandria d’Egitto, e le traduzioni di questi testi dal greco furono fondamentali nel risveglio della scienza e nello sviluppo di un sistema arabo di medicina, basato sul pensiero greco e romano, in tutto il mondo di lingua araba.

I più importanti medici di questo periodo furono: Al-Razi, noto sia come medico che come scrittore, anche perché fu il primo a descrivere il vaiolo, nel 910, e il morbillo, e a suggerire che il sangue fosse il vettore delle malattie infettive; Isacco Giudeo, un ebreo autore del primo libro interamente dedicato alla scienza della nutrizione; Avicenna, il cui famoso Canone di medicina costituiva la sintesi delle dottrine di Ippocrate, Aristotele e Galeno: molte preziose nozioni di igiene, dieta ed eugenetica vennero trasmesse all’Occidente attraverso i suoi scritti.

Nel XII secolo si ebbero: Avenzoar, il primo a descrivere il parassita che causa la scabbia e uno dei primi a mettere in discussione l’autorità di Galeno; Averroè, riconosciuto come il più grande commentatore di Aristotele; il discepolo di Averroè, Maimonide, le cui opere sulla dietetica, l’igiene e la tossicologia furono molto diffuse; e Al-Quarashi, detto anche Ibn al-Nafis, che scrisse commentari agli scritti di Ippocrate e trattati sulla dieta e le malattie degli occhi e, soprattutto, fu il primo a indicare il passaggio polmonare del sangue dal ventricolo destro al sinistro attraverso i polmoni. Gli arabi contribuirono allo sviluppo del concetto di “professionalità” del medico, che veniva valutata sottoponendo gli aspiranti medici a esami. Inoltre introdussero numerose sostanze terapeutiche chimiche e raggiunsero risultati straordinari nei campi dell’oculistica e dell’assistenza sanitaria pubblica.