| Medicina | Articolo | ||||
| Per stampare le informazioni, scegliere Stampa dal menu File. | |||||
| 2. | I primordi della medicina |
Attraverso studi di paleopatologia, ossia dallo studio di crani, scheletri e mummie sui quali siano rimasti segni di interventi terapeutici o ritenuti tali, è possibile desumere quali fossero le pratiche mediche della preistoria. Anche lo studio di graffiti raffiguranti le procedure mediche o il rinvenimento di strumenti chirurgici appartenenti a società preistoriche, benché non sia di competenza della disciplina medica ma più propriamente si riferisca all’antropologia e all’archeologia, può aiutare a conoscere la pratica medica preistorica e ne giustifica la considerazione nella storia della medicina.
La maggior parte delle malattie veniva attribuita all’influenza di demoni maligni, che si credeva introducessero uno spirito, una pietra, o un verme nel corpo dell’ignaro paziente. Questi mali potevano essere evitati mediante l’applicazione di pratiche diverse, come la stregoneria, la danza, la magia, e l’uso di talismani e portafortuna. Se, tuttavia, il demone riusciva a penetrare nel corpo della vittima, in assenza di tali precauzioni oppure nonostante queste, si cercava di rendere il corpo inospitale per il demone, percuotendo, torturando e tenendo a digiuno il paziente. Lo spirito alieno poteva essere espulso anche con pozioni che provocavano vomito violento, oppure poteva essere estratto attraverso un foro praticato nel cranio. Quest’ultima procedura, chiamata trapanazione, era anche un rimedio contro i disturbi mentali, l’epilessia e la cefalea.
Le procedure operatorie nelle società antiche comprendevano la pulizia e la cura delle ferite mediante cauterizzazione (ossia bruciatura mediante un ferro incandescente), cataplasmi (applicazione di impasti, a base di sostanze varie, direttamente sul corpo) e suture (rudimentali tentativi di richiudere i lembi dei tagli); la riduzione di lussazioni e fratture con l’utilizzo di stecche. Ulteriori terapie erano costituite da purghe, diuretici, lassativi, emetici e clisteri.
Maggiori successi in campo terapeutico vennero probabilmente raggiunti quando si cominciò a utilizzare estratti di piante, le cui proprietà medicinali furono via via scoperte. Questi estratti si rivelarono talmente efficaci che molti di essi sono utilizzati ancora oggi (vedi Fitoterapia); tra questi, la digitalina, uno stimolante cardiaco estratto dalla digitale, è forse il più conosciuto.