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La medicina indiana |
Le pratiche dell’antica medicina indù, o del Vedanta (1500-100 a.C.), sono descritte nelle opere di due medici più tardi, Charaka e Susruta. Susruta fornì descrizioni riconoscibili di malaria, tubercolosi e diabete. Scrisse anche della canapa indiana (Cannabis sativa indica) e del giusquiamo (Hyoscyamus niger) per indurre anestesia, e segnalò antidoti specifici e terapie molto efficaci per i morsi dei serpenti velenosi. Un antico farmaco indù derivato dalla radice della pianta indiana Rauwolfia serpentina fu la fonte del primo tranquillante moderno. Nel campo della chirurgia agli indù si attribuisce la maggiore abilità del mondo antico. Furono probabilmente i primi a eseguire con successo innesti cutanei e chirurgia plastica del naso. Con la diffusione del buddhismo lo studio dell’anatomia fu proibito, e con la conquista musulmana il campo della medicina in India declinò ulteriormente.
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