Medicina
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Medicina
8. La medicina greca

La medicina greca più antica era collegata alla magia e agli incantesimi. Omero, che considerava Apollo il dio iniziatore dell’arte sanitaria, nell’Iliade rivela una notevole conoscenza del trattamento delle ferite e di altre lesioni tramite chirurgia, la quale veniva già riconosciuta come specialità distinta dalla medicina interna. In seguito Asclepio sostituì Apollo come dio della medicina e i sacerdoti praticarono l’arte della guarigione nei suoi templi. Più tardi ancora, una setta semisacerdotale, quella degli Asclepiadi, che si dichiaravano discendenti del dio della medicina, praticò una forma di psicoterapia. Alcune prove indicano che gli studi egizi sulla fisiologia e la patologia, basati sul lavoro del medico Imhotep, possano aver influenzato il filosofo greco Talete di Mileto che viaggiò in Egitto nel VII secolo a.C.

Entro il VI secolo a.C. la medicina greca era diventata completamente laica e valorizzava l’osservazione clinica e l’esperienza. Nella colonia greca di Crotone lo studioso Alcmeone identificò il cervello come sede fisiologica dei sensi. Il filosofo greco Empedocle, invece, elaborò il concetto secondo il quale la malattia è causata da uno squilibrio nell’armonia che normalmente sussiste tra i quattro elementi fondamentali (fuoco, aria, acqua e terra) e formulò una rudimentale teoria dell’evoluzione.

1. Il giuramento di Ippocrate

Coo e Cnido furono le sedi delle più famose scuole greche di medicina che fiorirono nel V secolo a.C. sotto gli Asclepiadi. Studenti di entrambe le scuole contribuirono probabilmente alla stesura del Corpus Hippocraticum, un’antologia di scritti tradizionalmente attribuita a Ippocrate di Coo, considerato il fondatore della medicina. In tale opera non si prevede l’utilizzo a scopo terapeutico di pratiche magiche. I medici erano tenuti a pronunciare il famoso giuramento, attribuito a Ippocrate e tuttora in uso (Giuramento di Ippocrate).

Le nozioni di anatomia umana erano fondate soprattutto sulla dissezione di animali; quelle di fisiologia si basavano sull’attività dei quattro umori cardinali, o fluidi, dell’organismo, un concetto derivato dalla teoria dei quattro elementi di Empedocle: dolore e malattie erano attribuiti allo squilibrio di questi umori. Il vero genio di Ippocrate si rivela negli Aforismi e prognostici, contenenti concisi riassunti di vasta esperienza clinica che ispirarono innumerevoli commenti fino al XVIII secolo. Notevole è anche l’opera di Ippocrate Fratture, Lussazioni e Ferite.

2. Aristotele e la scuola medica alessandrina

Sebbene non fosse un medico, il filosofo greco Aristotele diede un importante contributo allo sviluppo della medicina con le sue dissezioni di numerosi animali, che lo hanno reso noto come fondatore dell’anatomia comparata. Nel corso del III secolo a.C. Alessandria d’Egitto, sede di una famosa scuola di medicina e di una ricchissima biblioteca, divenne il centro della scienza medica greca. Ad Alessandria, l’anatomista e chirurgo greco Erofilo eseguì la prima dissezione pubblica di cui si ha notizia e il fisiologo Erasistrato fece un importante studio sull’anatomia del cervello e dei nervi, delle vene e delle arterie. I seguaci di questi scienziati si divisero in molte sette in conflitto fra loro; il gruppo più importante fu quello degli empirici, che basavano la propria dottrina sull’esperienza tratta dalla prova e dall’errore. Gli empirici erano eccellenti chirurghi e farmacologi; un loro seguace, Mitridate VI, sviluppò il concetto di induzione della tolleranza ai veleni con la loro somministrazione in dosi progressivamente crescenti.