| Mitologia romana | Articolo | ||||
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| 1. | Introduzione |
Mitologia romana Insieme degli elementi mitologici che costituirono il patrimonio culturale degli antichi romani dalla fondazione di Roma fino alla diffusione del cristianesimo. In realtà le attestazioni mitologiche nella cultura latina sono perlopiù tarde e tutte letterarie, mentre la religiosità romana era strettamente connessa più con l’aspetto cultuale, privato e pubblico, del sacro che con la sua rappresentazione narrativa, al punto da far definire la religione romana una religione “demitizzata”.
Formalmente, la religione nell’antica Roma era il frutto della combinazione di tradizioni preromane, proprie delle genti italiche ed etrusche, sulle quali si innestarono credenze eterogenee e molti elementi della mitologia greca e, in seguito, ad esempio al tempo delle Metamorfosi di Ovidio, temi sviluppati dai mitografi ellenistici. Tuttavia, anche quando la mitologia greca si fece strada trovando equivalenze e corrispondenze riconoscibili nell’ambito della cultura romana, al suo interno poterono essere filtrati soltanto quegli elementi che esulavano dalla mentalità speculativa greca e dall’impostazione sociale della polis.
Poiché, infatti, la storia romana era quella della progressiva affermazione di una potenza forte sulle altre, e la religiosità latina identificava il sacro con lo stato, le figure e i miti che si affermarono furono quelli che meglio rappresentavano e legittimavano tali atteggiamenti. Pertanto Roma non conobbe miti cosmogonici o teogonie che giustificassero l’ordine universale e sociale, ma miti civili e storici che rappresentavano le origini della civiltà latina, come il mito di Enea o i racconti su Muzio Scevola, Orazio Coclite, il ratto delle sabine e le oche del Campidoglio. Le stesse figure dei primi re di Roma, dal fondatore Romolo e dal legislatore Numa Pompilio fino a Tarquinio il Superbo, si collocano nello spazio intermedio fra storia e mito, e paiono ad alcuni piuttosto maschere funzionali che figure reali.