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Metastasio, Pietro

Metastasio, Pietro Nome grecizzato di Pietro Trapassi (Roma 1698 - Vienna 1782), poeta e drammaturgo italiano, ebbe grande rilievo nell’ambito dell’opera settecentesca.

Preso sotto la protezione del giureconsulto e letterato Gian Vincenzo Gravina, venne da lui affidato al filosofo cartesiano Gregorio Caloprese. Alla morte di Gravina, Metastasio si trasferì a Napoli, dove frequentò il salotto della cantante Marianna Benti Bulgarelli e conobbe i maestri della scuola musicale napoletana: Nicola Antonio Porpora, Giovan Battista Pergolesi, Alessandro Scarlatti. Il suo primo libretto operistico di grande successo fu Didone abbandonata (1724).

Nel 1730 fu chiamato a Vienna come poeta di corte e vi rimase, in una posizione di privilegio, sino alla morte. I suoi ventisette libretti d’opera furono messi in musica più di ottocento volte (il solo Artaserse ebbe quaranta partiture diverse) da compositori quali Mozart, Gluck, Johann Christian Bach, Händel, Pergolesi, Traetta, Jommelli. Con gli ideali aristocratici, l’ambientazione classica, i conflitti tra ragione e sentimento, i suoi melodrammi si adattavano perfettamente alla cosiddetta “opera seria” settecentesca. Alessandro in Siria (1731), Olimpiade (1733), La clemenza di Tito ( 1734), Attilio Regolo (1740) sono alcuni dei titoli più famosi.

Metastasio riuscì a restituire piena dignità al testo letterario, ormai sopraffatto dall’importanza della musica, alternando con maestria i rallentamenti, le accelerazioni e le pause, grazie a un istintivo e prodigioso equilibrio armonico.